La Costituente
La costituzione repubblicana e le sue radici nella resistenza
Entrata in vigore nel 1° gennaio 1948, a un secolo esatto dalla concessione dello Statuto Albertino, la Costituzione italiana, democratico-sociale, oltre a garantire la tutela dei diritti dell’individuo, stabilisce i diritti e i doveri dei cittadini, la struttura e l’organizzazione dello Stato e i rapporti tra i suoi organi. Si tratta, nel nostro caso, di una carta costituzionale frutto del sacrificio di migliaia di cittadini che con la Resistenza hanno riscattato il paese dalla dittatura fascista, elaborata da un’ assemblea costituente nell’immediato dopoguerra.
Le elezioni della Costituente, tenute il 2 giugno del 1946 a suffragio universale e con sistema proporzionale, portarono ad assegnare 556 seggi ai rappresentanti di gran parte dei partiti antifascisti. Per evitare le lentezze procedurali, fu costituita la "Commissione dei Settantacinque" presieduta dai più qualificati esperti di diritto, con il compito di elaborare
un progetto di costituzione da sottoporre alla discussione e all’approvazione dell’Assemblea.
All’interno della Costituente prevalse una forte collaborazione fra i partiti, che riuscirono a superare le divergenze ideologiche e politiche per elaborare un testo che designasse i principi di un nuovo Stato.
Si trattava di un compromesso di grande importanza culturale e politica che portò ad un modello di Costituzione originale, capace di dare vita ad un effettivo Stato Parlamentare, in cui il potere legislativo non subisse alcuna limitazione da parte degli organismi esecutivi. Uno Stato che andasse a privilegiare più che la “decisione”, la “discussione”; affidando alle due Camere, quella dei Deputati e quella dei Senatori, non solo il potere legislativo, ma anche quello di approvare o meno i governi e nominare il Presidente della Repubblica, organo “super partes”. Una nuova Costituzione che designava, quindi, una Repubblica parlamentare, fondata sul lavoro (art.1), sul pluralismo dei partiti e sul riconoscimento delle libertà individuali, sociali, politiche. Una forte attenzione è stata riservata ai limiti dell’autorità pubblica, che non avrebbe dovuto invadere gli spazi democratici; rispettando in questo modo la volontà delle forze della Resistenza di creare un regime che fosse libero e lontano soprattutto dal pericolo di ricadute autoritarie. La Costituzione presenta, infatti, una matrice antifascista, ritenendo proprio l’antifascismo un requisito fondamentale e indispensabile della Repubblica democratica, come chiaramente espresso nell’art.12 delle disposizioni transitorie e finali; inoltre, si preoccupa del funzionamento dei pubblici poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e sembra infatti essere stata dominata dall’ansia di impedire non solo il ripetersi di esperienze autoritarie o totalitarie del tipo di quelle realizzate sotto il fascismo in Italia, ma anche dalla volontà di impedire ogni sopraffazione di un potere sull’altro, ritenendo ciò pericoloso per la stessa democrazia.
La tregua Istituzionale non fu rispettata e la scelta istituzionale fu affidata a un referendum popolare, perché la monarchia riteneva di avere maggiori speranze appellandosi al popolo. Invece, le elezioni del 2 Giugno 1946 decretarono una maggioranza di voti a favore della Repubblica. Finalmente, le prime elezioni del secondo dopoguerra si svolsero regolarmente senza intimidazioni e in piena libertà.
In quello stesso mese, l’Assemblea Costituente iniziò la stesura del testo costituzionale nominando capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola. Successivamente, è stato affrontato il problema della funzione legislativa, la quale è stata delegata provvisoriamente al governo. La Costituente fu inizialmente presieduta da Giuseppe Saragat e nominò 577 deputati. Per evitare lentezze procedurali, fu creata la "Commissione dei Settantacinque", la quale si suddivide ulteriormente per facilitare i compiti. Dopo sei mesi di lavoro, la Commissione presentò- il 31 Gennaio 1947- il progetto costituzionale, che, dopo ampia discussione,fu approvato dall’Assemblea Costituente.
La Costituzione entrò in vigore il 1 Gennaio 1948, ad un secolo esatto di distanza dalla concessione dello Statuto Albertino.
Alla resistenza dei “nostri” uomini, dobbiamo l’attuale Costituzione Repubblicana.
La tregua Istituzionale non fu rispettata e la scelta istituzionale fu affidata a un referendum popolare, perché la monarchia riteneva di avere maggiori speranze appellandosi al popolo. Invece, le elezioni del 2 Giugno 1946 decretarono una maggioranza di voti a favore della Repubblica. Finalmente, le prime elezioni del secondo dopoguerra si svolsero regolarmente senza intimidazioni e in piena libertà.