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Alternativa Portogallo

di Marco Angelozzi

portogallo1Ha una superficie di circa un terzo di quella Italiana, un PIL nettamente inferiore è una popolazione  che raggiunge a malapena i dieci milioni di abitanti. Ma qualcosa in più del "Bel Paese" il Portogallo la possiede: una gran voglia di migliorarsi ed investire, partendo  sopratutto dal settore che da ormai più tempo tormenta la politica è l'economia mondiale: il settore energetico. Infatti il paese con uno sviluppo inferiore del circa 75% rispetto alla media Europea è il terzo paese dell'Unione per produzione di energia rinnovabile, con circa il 43% dell'energia elettrica consumata proveniente da fonti alternative. Basti pensare che in Italia arriva a uno scarso 18%. Come è potuto accadere tutto questo e sopratutto come è possibile che in uno stato così povero si possa essere intervenuti a favore delle tanto "odiate" energie rinnovabili. Si sarebbe potuto investire in grandi opere o grandi cementificazioni come sostiene qualcuno o con finanziamenti a tecnologie antiquate ed obsolete come inceneritori o rigassificatori oppure ri-sfoderare il sempre acclamato nucleare "sicuro". Invece, stranamente, si è andati ad investire in un settore in cui pochi scommettono ed inoltre, cosa alquanto strana per noi, si sono stanziati finanziamenti alla ricerca e allo sviluppo, come dire una bestemmia per la nostra politica.
Attualmente la fetta di energia rinnovabile prodotta dal Portogallo è formata dall'idroelettrico piccolo, medio e grande, il solare fotovoltaico, il geotermico e la prima centrale che sfrutta le onde del mare. E' forse quest'ultima che ci può interessare di più. Infatti le centrali ad onde posseggono un pregio che di solito non appartiene alle energie rinnovabili: le centrali maremotrici non sono antiestetiche, per il semplice motivo che semi immerse nell'acqua non si notano neanche. Non è finita qui perché le vernici che le ricoprono non sono del tipo tossico utilizzate per le chiglie delle navi; inoltre, nei luoghi dove verranno collocate queste centrali, la fauna marina potrà ricevere benefici poiché il traffico di navi e motoscafi sarà ovviamente limitato.
portogallo2La centrale per ora installata ha avuto un costo pari a 9 milioni di euro e può fornire elettricità a circa 500 case. In un progetto futuro si pensa di ampliare questa centrale facendola arrivare ad una capacita di 15.000 case. Ovviamente ci sono anche degli svantaggi: come tutte le energie alternative si tratta di un energia ad intermittenza. La produzione energetica dipende dal quadrato dell'altezza dell'onda quindi onde basse significano poca corrente. Ma questo non ha certo scoraggiato i portoghesi che hanno già avviato la centrale da ormai un anno.
La situazione geologica e il favore del governo hanno fatto si che il Portogallo divenisse uno dei principali produttori di energia alternativa in Europa, ma il sistema portoghese non è stato solo un accidente: la nazione aveva necessità di far ripartire  la sua economia ed ha per questo che  puntato su un settore relativamente giovane ma con grande capacità di sviluppo. Quattro anni fa, dopo la vittoria dell'attuale governo, il primo ministro José Sócrates incaricò l'economista Manuel Pinho a prendere il posto di ministro del tesoro per rilanciare l'economia del paese. Pinho accettò e subito pensò di far diventare il Portogallo il leader in un settore tecnologicamente avanzato: non quello del software, troppo costoso e che necessitava tecnologie che il Portogallo non aveva, bensì il settore energetico. Il modello da cui si attinse per finanziare le nuovi centrali fu quello già adottato in Germania, il "conto energia"; il progetto diede subito risultati e alcuni settori, quali l'eolico ed il solare, crebbero in modo esponenziale fino agli attuali livelli.
L'eolico, dopo l'idorelettrico, è il settore di punta del Portogallo, le ampie zone ventose e disabitate hanno fatto si che nascessero nuove istallazioni, sempre più grandi e produttive. La produzione è passata da 537 a 2.740 megawatt in quattro anni e la capacità molto probabilmente dovrebbe  crescere ancora fino a toccare quota 8.500 megawatt nel 2020.
Altro punto di forza è il solare che ha visto anch'esso crescere la quota di energia prodotta in modo molto rapido. Un caso emblematico è la centrale fotovoltaica di Amareleja che con i suoi 2.520 pannelli fornisce energia pulita a più di 30 mila case.
Tirando le somme il sistema portoghese funziona e, oltre a evitare di immettere nell'aria ingenti quantità di CO2, dà lavoro e occupazione a più di diecimila portoghesi; inoltre a differenza dei combustibili fossili, quali petrolio e gas, il prezzo dell'energia prodotta con nuove tecnologie è destinato a rimanere stabile. Ciò oltre a dare autonomia al paese in campo energetico favorirà anche i conti dello stato e aumenterà la sua autonomia anche in campo internazionale. Il Portogallo si annovera fra i pochi paesi Europei che hanno rispettato l’accordo del 20% di energia prodotta con fonti rinnovabili - ciò ad onore di questo piccolo-grande paese. Forse anche noi italiani invece di cercare inutili e costose soluzioni, dovremmo ispirarci a questo modello di sviluppo che a quanto pare funziona doppiamente, perché fa risparmiare per i conti dello stato e per il mondo tutto. Forse è arrivata l’ora di rilanciare la nostra economia come ha fatto questo paese con idee innovative e concrete ma che soprattutto ci rendano un paese più autonomo e produttivo.


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