Kyoto non basta
Stella Marchino
La terra sta diventando una serra troppo calda…i fiori siamo noi!
I nostri genitori ci rimproverano perché ci vestiamo troppo leggeri d’inverno e troppo pesanti d’estate, questo perché quando loro erano ragazzi si faceva il cosiddetto “cambio di stagione”. A noi ciò non è possibile perché si sta verificando un "cambio" climatico con la tendenza al caldo. Gli scienziati affermano che si tratta di un ciclo naturale della terra che noi stiamo peggiorando notevolmente con i riscaldamenti, i fumi delle industrie e delle auto. Infatti la maggior parte delle nostre sorgenti energetiche nel funzionare emettono dei fumi chiamati gas serra (anidride carbonica, gas metano, protossido di azoto, esofluoro di azoto, esofluoro di zolfo, idrofluorocarburi, perfluorocarburi). Fra questi il più dannoso è l’anidride carbonica che a livello atmosferico assorbe una parte dei raggi solari ad onda lunga rispecchiati dalla superficie terrestre. L’anidride carbonica la riemette verso la terra insieme al vapore acqueo. Ciò provoca un aumento della temperatura nella bassa atmosfera, l’effeto serra, che è direttamente collegato con l’aumento dell’anidride carbonica nell’aria. Gli effetti saranno lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento dei livelli del mare, disastri ecologici i cui effetti sono difficili da prevedere. In parallelo troviamo il problema del buco dell’ozono, esistono infatti dei composti chimici sintetici(contenuti nelle bombolette spray, nel composto di partenza di fluidi frigoriferi e apparecchi di refrigerazione)chiamati CFC(clorofluorocarburi). Questi gas raggiungono l’atmosfera e per una serie di reazioni chimiche trasformano l’ozono(uno strato che funge da filtro per i raggi ultravioletti)in ossigeno molecolare. Questo significa di danneggiare la salute della gente poiché è oggettivamente dimostrato che i raggi UV sono biologicamente dannosi. Vanno presi dei provvedimenti e subito. Un qualcosa è stato fatto con il “Protocollo di Kioto”, ma che cos’è!? Quando pronunciamo questa parola la gente o pensa ad un “chiodo” o alla capitale giapponese pronunciata in modo strano!! Il protocollo di Kioto non è altro che un documento scritto e approvato a Kioto nel 1997 durante la convenzione “Quadro sui cambiamenti climatici”. In questo protocollo i paesi si impegnano a diminuire le emissione dei gas serra, rispetto ai livelli del 1990, per il 2008/2010. Molti paesi hanno preso parte alla convenzione ma non tutti hanno ratificato il documento. Come ad esempio gli Stati Uniti d’America che, responsabili del 36% delle emissioni mondiali, si sono giustificati affermando che si sarebbe danneggiata l’economia!! E’ il tipico esempio di come i vari stati non riescono a rinunciare ale loro convenienze anche quando si tratta di raggiungere un obiettivo comune ed utile a tutti. I paesi occidentali non vogliono fare un passo indietro per paura di modificare il loro benessere mentre i paesi in via di sviluppo, la Cina ad esempio, si sentono autorizzati a tutto poiché anche a loro spetta di godere del benessere del mondo che per anni noi dalla nostra parte abbiamo sfruttato. Gli uni e gli altri trattandosi di diritti universali dovrebbero fare tutto il possibile per risolvere il problema. Non dovrebbero essere così, ma come se non bastasse stiamo anche speculando sul problema dello sviluppo sostenibile. Siamo riusciti a strumentalizzare e a creare un mercato su questo serio problema. E’ chiamato il “commercio dei fumi” o la “borsa dell’aria calda” e consiste in questo: i paesi che riescono a ridurre le loro emissioni più del dovuto, possono vendere questa parte in più ad altri paesi che invece hanno superato la soglia stabilita. Bel modo di rimettere in ordine le cose!! Io la trovo una cosa vergognosa. E’ giusto concretizzare questo problema ma non monetizzarlo!! A mio parere questo il è stato aggredito dalla parte sbagliata, i rappresentanti dei nostri stati non capiscono che questa situazione va rimediata anche se comporta danneggiare le economie e ridimensionare i nostri stili di vita. Non se ne devono occupare gli uomini della politica, benché sono gli unici a poter gestire una cosa del genere, che sembrano avere ben altri interessi. Le nostre menti dovrebbero unirsi e cercare la soluzione invece di creare “trucchi” per aggirare i danni che abbiamo prodotto in abbondanza…