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Il problema dell'acqua

Stella Marchino

ACQUA SIAMO NOI!
Il 95% di ogni essere umano che viene al mondo è acqua. Nella crescita questa decresce fino ad arrivare nell’anzianità al 59% (sempre più della metà…). Sembra però che questo discorso valga anche per il pianeta, infatti più si va avanti nel tempo più le risorse idriche diminuiscono. I 35milioni di Km 3 delle risorse idriche dolci sono il 2,5% dell’acqua totale e il consumo annuo disponibile è tra i 12500 Km3 e i 14000 Km3. Tuttavia si sta attraversando un periodo di crescita demografica tale che dal 1970, partendo dai dati sopra esposti, si è arrivati nel 2000 con 7000 Km3 disponibili per anno che nel 2025 diventeranno 5100 Km3. Una quota molto bassa che però potrebbe soddisfare i bisogni della popolazione se equamente distribuita…purtroppo non è così.
Ma ci sono anche altri problemi: sul totale dell’acqua dolce 24milioni di Km3  sono sotto forma di ghiacciai o neve permanente, 8milioni di Km3 sono situati sottoterra e questo costituisce il 97% dell’acqua potenzialmente utilizzabile dall’uomo!
I dati sono allarmanti ma in ogni modo noi non ce ne preoccupiamo. Non solo usiamo questo bene così prezioso in modo sconsiderato ma lo inquiniamo. Infatti gli scarichi industriali, i dilavamenti agricoli, i sistemi fognari dei centri urbani e anche scorie nucleari si riversano in mari, fiumi e laghi. Questi scarichi oltre a distruggere i nostri bei paesaggi al punto che per vedere mari trasparenti bisogna andare in isole lontane!causano degli ingenti danni ambientali. Il primo fra questi è la contaminazione delle catene alimentari che con la pesca può giungere fino all’uomo, come accade a Minimata, Giappone, negli anni ’50. Il petrolio se riversato in mare, volontariamente o involontariamente, causa il fenomeno della “marea nera” che impedisce l’ossigenazione dell’acqua e la penetrazione dei raggi solari con danni alquanto prevedibili. I fertilizzanti e i detersivi determinano l’eutrofizzazione, cioè l’ingente crescita di alghe che provoca carenza di ossigeno.Infine anche i fumi industriali causano problemi perché possono inquinare le falde, come infatti è successo a Severo, Milano, nel 1976.
Per quanto riguarda lo spreco, nessuno mette in dubbio il fatto che un minimo d’acqua è necessario alla vita e questo nessuno può toglierlo. E' anche necessario però usarla in modo parsimonioso e per questo basterebbero semplici regole in casa: chiudere il rubinetto mentre laviamo i denti, chiudere l’acqua sotto la doccia mentre ci insaponiamo, azionare lavastoviglie e lavatrice quando sono completamente cariche,… Tuttavia per avere dei risultati maggiormente visibili occorrerebbe che ogni stato si impegnasse per creare impianti appositi, adeguati al risparmio. Ad esempio sarebbero utili nelle città efficienti depuratori, o progetto forse ancora più impensabile le doppie tubature. Infatti noi abbiamo bisogno di acqua potabile se dobbiamo bere, ma per tutti gli altri usi basterebbe acqua pulita.
Bisogna cominciare a darsi da fare perché l’emergenza idrica sta raggiungendo tutti i paesi, per quanto l’acqua fosse considerata una risorsa rinnovabile. Il 2025 se ci pensiamo è una data relativamente vicina, la nostra generazione avrà raggiunto i 30-40 anni. Ogni paese che si sta sviluppando comincia a consumare acqua con l’irrazionale modello occidentale lasciando la restante popolazione nella categoria “water scarcitiy” o meglio “senza acqua”. Questa è secondo me la questione che ci dovrebbe spingere a prendere provvedimenti. L’acqua è un diritto di tutti, tuttavia i paesi del terzo mondo non hanno a disposizione acqua potabile nemmeno per gli usi più elementari, muoiono di sete e per malattie e infezioni legate a questo problema. La disuguale distribuzione delle risorse idriche ha causato anche conflitti, poiché con il tempo è diventato un problema di entità politica ed economica. Politica se si pensa al conflitto arabo-israeliano, i trattati di pace sono notevolmente condizionati dall’approvvigionamento del risorse idriche sparse sul territorio palestinese in modo discontinuo. Per quanto riguarda il lato economico, le multinazionali si interessano molto a questa faccenda, visto che nel ventesimo secolo si comincia a parlare di “oro blu”. 
Le stime prevedono che nel 2025 i due terzi della popolazione, vale a dire 7milioni di persone, dovranno competere con questo problema. Fortunatamente il giorno in cui l’emergenza idrica ci avrà sopraffatto non è ancora arrivato e le attuali tecnologie ci permettono di studiare metodi tali che le risorse idriche possano durare per tutti noi sulla terra e per il nostro futuro. Il discorso gira sempre sulla stessa questione: modificare il nostro stile di vita che il nostro sistema mondo non riesce a sorreggere. In questo caso neanche noi possiamo sorreggerlo perché in fondo acqua siamo noi.

                                                                                                  27/01/2005

 


Per approfondimenti:      
                     http://www.water.rete.livorno.it/contenuti/enriques/Acqua_Finale/aev.htm                                                                         
http://www.solidea.org/Aree/giovani/acqua/Problema/Clima.htm

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