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Il protocollo di kyoto:che cos'è?

Marina Muffallanno

IL PROTOCOLLO DI KYOTO: CHE COS’E’?

Storia e futuro del trattato.

Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale che fissa gli obiettivi per i tagli nelle emissioni dei gas serra nei paesi industrializzati. Questi gas sono considerati almeno in parte responsabili dell'innalzamento della temperatura terrestre che può avere conseguenze catastrofiche per la vita sulla Terra. Il protocollo è stato istituito nel 1997 ed è basato sui principi stabiliti in un accordo precedentemente firmato nel 1992.I paesi industrializzati sono impegnati a tagliare le loro emissioni combinate del 5% sotto i livelli del 1990 entro il 2008. Ciascun paese che ha firmato il protocollo accetta il suo specifico obiettivo. Per i paesi dell'Unione Europea è previsto un taglio nelle emissioni dell'8% e per il Giappone del 5%, mentre la Russia ha accettato di mantenere i livelli del 1990. Ad alcuni paesi con poche emissioni è stato permesso di aumentarle. Fino ad ora i paesi industrializzati hanno ridotto le loro emissioni complessive di circa il 3% dal 1990. L’O.N.U. afferma che i paesi industrializzati adesso sono ben oltre gli obiettivi previsti per la fine del decennio e prevedono per le emissioni un valore superiore del 10% ai livelli del 1990 per il 2010. L'accordo stabilisce che, affinché esso diventi una norma internazionale a tutti gli effetti, deve essere ratificato dai paesi responsabili per almeno il 55% delle emissioni totali di gas serra riferite al 1990. Il trattato ha subito un grave colpo quando gli Stati Uniti, responsabili per un quarto delle emissioni mondiali, si sono tirati fuori. Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush si è tirato fuori dal Protocollo di Kyoto nel 2001, affermando che metterlo in pratica sarebbe stato seriamente dannoso per l'economia del paese. La sua amministrazione ha definito questo trattato "sbagliato senza rimedi", in parte perchè esso non obbliga i paesi in via di sviluppo ad impegnarsi nella riduzione delle emissioni. Bush assicura che sosterrà la riduzione delle emissioni attraverso azioni volontarie e tecnologie energetiche innovative. Tuttavia adesso la soglia del 55% è stata raggiunta con la ratifica dell'accordo da parte della Russia. Gli impegni di Kyoto sono entrati nei progetti legislativi in alcuni paesi degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, e resteranno in piedi indipendentemente dal destino del protocollo stesso. Ma se Kyoto va in pezzi, sia i politici sia le società che lavorano nella direzione di economie compatibili con il rispetto del clima si troveranno di fronte un cammino molto più duro.L'accordo riconosce che i paesi in via di sviluppo contribuiscono meno ai cambiamenti del clima, ma molto verosimilmente subiranno la maggior parte dei suoi effetti. Molti di loro hanno firmato l'accordo. Non devono impegnarsi verso specifici obiettivi, ma devono rendere noti i loro livelli di emissione e dare avvio a programmi nazionali per la riduzione delle alterazioni del clima. Cina ed India, tra i più grossi inquinatori potenziali con enormi popolazioni ed economie in crescita, hanno entrambi sottoscritto l'accordo.La contrattazione delle emissioni "emission trading" agisce in modo da consentire ai paesi di comprare e vendere le quote loro attribuite sulle emissioni di gas serra.La maggior parte dei climatologi sostiene che gli obiettivi nel Protocollo di Kyotonon possono risolvere a fondo il problema. L'accordo punta a ridurre le emissioni dai paesi industrializzati soltanto intorno al 5%, mentre la maggior parte dei climatologi è convinta che, per evitare le peggiori conseguenze del riscaldamento complessivo, sono necessari tagli alle emissioni di circa il 60%.

Links:

http://svrweb01.unfccc.int/2860.php

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