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BioEdilizia

Francesco Facipieri 18/03/2010

Costruire in bioedilizia significa limitare il consumo di risorse non rinnovabili, e utilizzando materiali non nocivi ed ecologici, ridurre al minimo l’impatto sulla salute e sull’ambiente.

CasaPannelliPer l’aspetto salutistico ha fatto da catalizzatore nello sviluppo e nella diffusione dell’idea di bioedilizia, in quanto gli aspetti relativi alla tutela ambientale e al risparmio energetico erano da tempo sentiti, ma in modo distinto nei diversi ambiti.
Negli ultimi anni, infatti, "nell’abitare" sono emersi molti effetti negativi legati all’uso, spesso incauto e spropositato, dei prodotti dell’industria chimica. Ciò ha destato preoccupazione, conseguentemente, una maggiore sensibilità per l’impiego di materiali non nocivi ed ecologici. Poichè un processo analogo ha investito anche numerosi altri campi, si è sviluppata una vera e propria cultura generale del biologico. Una volta innescato, il processo di ri-analisi del modo attuale di concepire l’edilizia ha fatto emergere anche le problematiche di impatto ambientale e di consumo energetico relative al settore, come del resto alcuni avevano anticipato già negl'anni '50.
Il settore edile, nella sua globalità, produce molteplici danni all'ambiente. E' il maggior responsabile del consumo energetico, in Europa circa il 45% dell’energia prodotta viene infatti utilizzata nell'edilizia; è responsabile del consumo di moltissime materie prime per la produzione di materiali, ad esempio, rimanendo sempre in Europa circa il 50% delle risorse sottratte alla natura viene destinato all’edilizia; infine produce una quantità notevole di rifiuti.

Da circa vent’anni in Italia è nato l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, un’associazione culturale di professionisti che svolgono un ruolo determinante per la certificazione, la sensibilizzazione, la diffusione informazioni e la formazione di operatori sui temi dell’abitare sano, della riconversione ecologica nell'ambito delle costruzioni e della riqualificazione del territorio. L’Istituto è ora presente sul suolo italiano, ha una sede principale a Roma, che è anche la sede legale, e moltissime altre dislocate su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione maggiore al nord.
Alla fondazione di questo Istituto ha partecipato il bioarchitetto Ugo Sasso nell’ormai lontano 1991, anno in cui la parola “ecologia” era ancora quasi sconosciuta all’opinione pubblica.

Costruire in bioedilizia significa limitare il consumo di risorse non rinnovabili, utilizzare materiali non nocivi ed ecologici e ridurre al minimo l’impatto sulla salute e sull’ambiente.Sezione

Un buon esempio moderno sono le abitazioni, di solito villette, realizzate interamente in legno di pino od altri materiali di facile reperimento, con travi in legno disposti a sandwich, e pareti esterne e interne disposte in modo tale da formare una camera d’aria isolante. Se ben costruite esse riescono a mantenere le caratteristiche funzionali delle cosidette "tradizionali" e con qualche "trucco" si potrebbero vedere ottimi risultati.

Possiamo ottenere abitazioni ad elevato risparmio energetico e a impatto ambientale pressochè nullo, se paragonato a quelle tradizionali, senza intaccare minimamente il confort e le comodità. Ciò è di rilievo perchè l'impatto ambientale comincia ad essere sentito come problema anche dalle istituzione italiana, infatti il decreto legge n°192 del 19 agosto 2005 sucessivamente rivisto nel 2007 con il Supplemento Ordinario n. 26/L, obbliga ogni nuova costruzione alla autoproduzione di una piccola parte di energia.

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