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Breve storia delle fonti di energia non rinnovabili

Carlo Monachino 07/02/2006

Dagli inizi del 1800, secolo di diffusione della rivoluzione industriale al di fuori dell'inghilterra e di nuove importanti scoperte scientifiche, gli uomini hanno cominciato ad utilizzare nuove risorse energetiche per compiere ogni genere di lavoro, abbandonando la famigliare potenza animale e l'energia dei corsi d'acqua. L'acqua ha in primis avuto un ruolo vitale per i macchinari del XVIII secolo, che usavano la potenza del vapore per muovere turbine che poi trasmettevano il loro movimento per compiere qualsiasi tipo di lavoro. Tre secoli fa c'è quindi stata l'ascesa delle macchine a vapore , con il conseguente successo del materiale che ne permetteva il funzionamento riscaldando l'acqua: il carbone.

 Il legname come fonte di energia non era preso neanche in considerazione, poichè la legna veniva esclusivamente utilizzata in casa per riscaldare e cucinare. Molto comune, il carbone è il combustibile fossile più diffuso nel mondo, costituito da carbonio, idrogeno e piccole quantità di zolfo, originato dalla decomposizione di grande masse vegetali in assenza di ossigeno ed ancora oggi usato nelle centrali termoelettriche, ma che ha lasciato il suo primato di principale fonte di energia al petrolio, nella seconda metà del XX secolo.

Altro combustibile fossile, si differenzia dal carbone per il fatto di essere liquido e di derivare dalla decomposizione di organismi vegetali ed animali marini. Di pari passo con lo sviluppo dell'utilizzo del petrolio, anche il gas naturale ha avuto il suo grande successo, dato che la sua combustione non comporta il rilascio di impurità nell'atmosfera e che non ha bisogno di processi di purificazione ne di trattamenti chimici per essere utilizzato.

Con l'avvento della fisica nucleare, da pochi anni una nuova fonte di energia ha allettato molte nazioni, desiderose di possederla, ovvero l'energia nucleare, l' energia scaturita dai legami all'interno dei nuclei degli atomi, molto più redditizia delle altre - il costo di un kWh elettrico di origine nucleare è inferiore a quello di qualsiasi altra fonte rinnovabile e non - e sempre "comoda" per scoraggiare nazioni nemiche. Ecco che tutto potrebbe far pensare ad un mondo meraviglioso, ma non è proprio cosi. L'aver imbrigliato la potenza degli atomi non solo significa avere un'arma di distruzione di massa, ma anche scorie radioattive che contaminano l'ambiente, senza contare incidenti che provocano stragi apocalittiche. Inoltre l'utilizzo di tutti i combustibili fossili provoca rilascio di CO2, che peggiora la già disastrosa situazione dell'effetto serra, e la liberazione di gas nocivi allo strato di ozono ed alla vita in generale. C'è chi ha definito la rivoluzione industriale un grande passo dell'umanità, basta poco per fare un altro grande passo utilizzando maggiormente fonti di energia rinnovabili, come l'energia solare e quella eolica, e cercando di rimediare ai danni già fatti all'ambiente, perchè è uno solo, e noi ci viviamo.
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