DESERTEC.
DI LUCA MOLLER
Provate ad immaginare una fonte di energia inesauribile, pulita ed economica, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 100 milioni di europei ed altrettanti abitanti del terzo mondo. Ebbene, è proprio questo l'obiettivo proposto dal progetto"DESERTEC", in conformità con i principi basilari dello sviluppo sostenibile. L'idea nasce nel 2003 quando, su iniziativa del club di Roma, della "fondazione di Amburgo per la protezione del clima" e del "centro nazionale di ricerca sull'energia della Giordania(NERC)", venne istituita la "trans-mediterranean renewable energy cooperation(TREC)" alla quale fu attribuito il compito di studiare la fattibilità di un progetto per rifornire di energia elettrica l'area "EU-MENA"(EUrope, Middle-East, North Africa). Nei quattro anni successivi "TREC", congiuntamente al "centro tedesco di ricerca aereospaziale(DLR)", ha condotto alcuni studi relativi alla realizzazione di quest'ambizioso progetto ricavandone risultati alquanto incoraggianti. Meno dello 0,3% dell' intera superficie dei deserti dell'area "MENA" occupato da centrali solari termodinamiche basterebbe per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica
della regione "eu-mena" nonchè l'incremento di esso nel futuro. Inoltre è stata ritenuta molto vantaggiosa la produzione di energia eolica nelle aree costiere dell'Africa nord-occidentale e orientale ed è stato dimostrato il sufficiente sviluppo delle tecnologie necessarie alla concretizzazione di tale impresa. Le centrali solari a concentrazione sono installate già da anni in California e Spagna, le pale eoliche hanno ormai raggiunto livelli di efficienza sufficientemente elevati e, per il trasporto di elettricità dal "MENA" all'Europa, sono ormai prodotte da tempo da Siemens linee di corrente continua ad alta tensione(hdvc) con perdite del 3%x1000km. Quattro anni dopo la sua nascita "TREC" propone il progetto "DESERTEC", ovvero l'installazione di centinaia di centrali alimentate da energie rinnovabili in tutta l'area "eu-mena", con l'obiettivo di soddisfare, entro il 2050, il 65% del fabbisogno energetico europeo con fonti di energia rinnovabile proprie, il 17% con elettricita' di origine solare importate, il 18% con centrali a combustibile fossile. Inoltre, si arriverebbe a coprire anche gran parte del fabbisogno di elettricità ed acqua potabile della regione "MENA" che benificierà anche della richiesta di mano d'opera, che contribuirà ad un progressivo miglioramento delle condizioni di vita di tali regioni. Altrettanto rilevante è la proposta di rifornire di acqua potabile la striscia di Gaza, migliorando così le condizioni di vita del luogo e placando, in parte, le tensioni interne, e Sana-a che nel corso dei prossimi quindici anni terminerà le proprie scorte di questo bene primo tra tutti. Infine, al primo posto per rilevanza, vi sono gli obiettivi di riduzione delle emissioni di co2 riconducibili alla produzione di energia elettrica che, entro il 2050,verrebbero ridotte sino al 70%, superando così gli obiettivi stabiliti dal piano europeo del 20-20-20 e del "libro bianco". Ovviamente però, come ogni opera di tali ambizioni, esso presenta anche aspetti penalizzanti. Tra essi, il principale è rappresentato dai costi, che si aggirano su un totale di 450 miliardi di euro. A questo proposito il 30\10\09, a Monaco di Baviera, è stato siglato l'accordo che ha dato ufficialmente il via al progetto. La DESERTEC Foundation e 12 società coinvolte(ABB, Abengoda solar, Cevital,Deutsche Bank, E-ON, HSH, Nordbank, Man solar millennium, Munich re, M+W Zander, RWE, Schott Solar e Siemens) hanno siglato i documenti associativi relativi all'istituzione della "Desertec Industrial Initiative(DII)". Questa joint venture, fondata al fine di creare i presupposti necessari alla concretizzazione del progetto, ha già ottenuto il supporto di numerose istituzioni politiche e governative del Mena e d'Europa. La World Bank ha recentemente annunciato la volontà di finanziare, con 5,5 miliardi di dollari,
la costruzione di undici centrali solari in Tunisia, Algeria, Marocco, Giordania ed Egitto. Inoltre gli esperti ritengono che al 2020, raggiunti sufficienti valori di produzione energetica, lo stesso progetto potrebbe autofinanziarsi. Sembra, quindi, siano in molti a riconoscere la grandezza di questo progetto che permetterà all'Europa di provvedere ad un maggiore sviluppo nell'ambito delle energie rinnovabili. La possibilità di finanziare un tale sistema di approvigionamento energetico non è quindi un' utopia, ma forse lo è la speranza di una pacifica e rispettosa convivenza uomo-natura su un pianeta così stremato dalle attività antropiche. Purtroppo l'esperienza ci insegna che l'egoismo umano può spesso causare, anche in casi come questo, la nascita di conflitti di interessi, molto diffusi in società capitalistiche quali quelle contemporanee. Tali conflitti, a prescindere dagli effetti che causerebbero sui tempi di realizzazione del progetto, sarebbero palesemente contrastanti con i principi di sostenibilità e solidarietà propri di questa grande impresa. Sarà proprio questo, perciò, uno dei principali aspetti di cui gli esperti dovranno occuparsi.