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Energia Nucleare

Lorenzo Cerchecci

L’energia nucleare potrebbe significare una svolta per il nostro sistema. Nell’ottica dello sviluppo sostenibile ha una determinante importanza il discorso energetico; ci si prospetta forse la fine delle fonti di energia non rinnovabili, come il petrolio. Per ovviare ciò, esistono le fonti di energia rinnovabili: per esempio l’energia solare (ha elevati costi, una produzione incostante e troppo spreco di spazio, influenza sul clima del pianeta.), o quella eolica (poco produttiva, rischio desertificazione nei dintorni, influenze sul clima del pianeta), che però non sono state, almeno fino ad ora, risolutive. Oggi nel mondo sono attive circa 440 centrali nucleari; la Francia, uno dei maggiori produttori, genera quasi l’80% della sua energia elettrica dal nucleare; molti altri paesi si aggirano sul 20%. Nelle centrali nucleari l'energia scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni (fissione nucleare). Il nucleo, colpito dalla particella, si divide in due nuclei più piccoli, però libera anche energia ed altri neutroni liberi che, a loro volta, colpiranno altri nuclei di uranio generando la reazione a catena. Durante questo processo viene emessa radioattività ad alta intensità. Gli oggetti e i metalli esposti alle radiazioni diventano essi stessi radioattivi, ossia scorie radioattive. Le scorie dovranno essere stoccate per migliaia di anni fin quando non decade il livello di radioattività. Il grado di radioattività non consente all'uomo di avvicinarsi alle scorie. Ci sono molte ragioni a favore dell’uso dell’energia nucleare: una quantità impercettibile di uranio consente di produrre tantissima energia rispetto a carbone e petrolio, senza neanche emissioni di anidride carbonica. Ogni paese, sostenuta una significativa spesa per gli impianti, potrà prodursi l’energia da solo, con costi non altissimi e rendimento molto elevato. I nuovi impianti che vengono usati adesso hanno una grande sicurezza; il rischio di incidenti catastrofici è quasi nullo. L’edificio della centrale è costruito per resistere a bombe, attentati, terremoti; è fatto di cemento armato largo un metro e mezzo, e da un contenitore di acciaio largo venti centimetri. Anche in caso di danneggiamento alle parti interne, la fusione del nocciolo si avrebbe molto difficilmente, ed è molto difficile anche la fuoriuscita di materiale radioattivo dalle strutture di contenimento. Ma ci sono anche molte ragioni a discredito di questa fonte di energia: gli incidenti, soprattutto nei reattori di ultima generazione, sono quasi impossibili. Se però dovessero capitare, le conseguenze sarebbero devastanti (esempio di Chernobyl; anche  questa era stata considerata sicura, sebbene un po’ obsoleta). La centrale in più libera molto calore all’esterno per l’azione dei fluidi refrigeranti; ciò potrebbe destabilizzare l’ambiente attiguo. C’è poi il problema delle scorie: per far decadere il loro grado di radioattività, dovrebbero essere stoccate in posti sicuri per migliaia di anni; nessun paese riesce a trovare per questo problema una soluzione risolutiva. Per fare un esempio, nel 2003 in Italia tutta la Calabria si attivò per bloccare la costruzione di un deposito di scorie. Nessuno è disposto ad accettare depositi di scorie o centrali nucleari vicino casa. L’energia nucleare potrebbe essere usata anche per uso bellico: questo abominio è stato compiuto una sola volta nella storia, ma si potrebbero ripresentare nuovi rischi. E’ in atto a tal proposito un braccio di ferro tra gli Stati Uniti e l’Iran per l’uso dell’energia nucleare. Inoltre, nonostante l’alta produttività, il nucleare presenta costi elevati in fase di realizzazione, a cui vanno aggiunte le spese militari per la protezione da atti terroristici e quelli per smantellare la centrale al termine della sua attività. Solo lo stato può farsi carico di questi costi (magari potrebbe ricavare i capitali da investire nel nucleare dall’innalzamento delle imposte). Dopo aver analizzato sia i pro che i contro, possiamo tracciare il bilancio: il nucleare è una fonte di energia che potrebbe risolvere tantissimi problemi. E’ sicura, produttiva e, nonostante gli alti costi iniziali, redditizia. Il mondo deve guardare all’episodio Chernobyl con meno terrore, e valutare bene, senza presupposti e pregiudizi, le soluzioni ai problemi sopra elencati. Sarebbe meglio prepararsi al nucleare già da adesso, piuttosto che trovarsi tra qualche tempo senza più energia.

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