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Migliorare si può

Le energie alternative alle fonti attuali

Evitare i gravi danni climatici previsti ormai da tempo si può. Occorre frenare la crescita delle emissioni di anidride carbonica. Per raggiungere tale scopo bisogna indirizzare le istituioni verso strategie politiche in grado di rendere conveniente alle aziende l'applicazione di tecnologie moderne capaci di limitare le emissioni di CO2. Ancora oggi sotto il profilo economico le fonti energetiche alternative non offrono un'adeguata concorrenza ai combustibili fossili, molto più economici. Inizialmente il problema è stato affrontato a livello globale, in maniera particolare nel 1997 con il protocollo di Kyoto. Ad esso però i paesi in via di sviluppo, i maggiori sfruttatori di combustibili fossili e, dunque, i paesi maggiormente inquinanti, non hanno aderito per dare spazio ad una crescita economica, che altrimenti sarebbe risultata compromessa. Anche gli USA, il Canada, la Russia non hanno rispettato gli accordi presi a Kyoto. Oggi pertanto tendenzialmente ogni nazione ha una propria strategia con i gas serra. Un ruolo fondamentale può essere svolto dall'Europa. Una tassa sulle emissioni consentirebbe di avere prezzi trasparenti e prevedibili, ma tale ipotesi è rimasta solo teorica. Più facilmente si potrebbe costituire un mercato "cap-and-trade", in cui le aziende ottengono permessi di emissione e scelgono come raggiungere gli obiettivi di riduzione degli obiettivi. Lo scambio delle quote di carbonio dovrebbe aiutare a contrastare il cambiamento climatico. Le aziende inquinanti hanno due scelte a disposizione: spendere per ridurre le emissioni dei loro impianti o continuare a inquinare e pagare altri affinchè riducano le loro emissioni. E' a quest'ultima alternativa che appartiene il mercato "cap-and-trade". L'azienda che produce troppa CO2 può comprare da quella che ne produce meno del limite consentito i permessi non usati per rientrare nei limiti. Una variante di tale sistema è quella stabilito dal protocollo di Kyoto: il meccanismo di sviluppo pulito, in base al quale gli investitori dei paesi più ricchi guadagnano crediti finanziando progetti a basse emissioni nei paesi in via di sviluppo. Per avere successo i mercati "cap-and-trade" devono essere gestiti accuratamente. E' il governo che dovrebbe vendere o concedere prestiti e crediti alle aziende. Spesso tuttavia le aziende con i migliori appoggi politici hanno ricevuto trattamenti preferenziali, con conseguenti vantaggi economici. Per evitare che il processo di assegnazione dei diritti di proprietà cada in manovre politiche, di corruzione, sarebbe opportuno istituire un'asta pubblica  o mettere una tassa sul carbonio. La tassa renderebbe trasparenti i costi di assegnazione e i produttori di energia potrebbero calcolare in anticipo i propri investimenti. I governi devono trovare strategie che favoriscano la creazione e l'applicazione di nuovi sistemi energetici a basse emissioni; si dovrebbe favorire lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, tra queste troviamo il sole, il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici. Oggi  sono prese in considerazione soprattutto l'energia solare, eolica e idroelettrica. La quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è enorme, circa 10000 volte superiore a tutta l'energia usata dall'umanità nel suo complesso, ma poco concentrata, nel senso che è necessario raccogliere energia da aree molto vaste per averne quantità significative, e piuttosto diffcile da convertire in energia facilmente sfruttabile con efficenze accettabili. L'incoveniete maggiore è l'eccessivo costo delle tecnologie per lo sfruttamento dell'enegia solare. Questo settore è oggetto di un'intenso studio che oggi non è ancora giunto a risultati rivoluzionari.

Con le attuali tecnologie i pannelli fotovoltaici sono sensibili anche alla variazione infrarossa dei raggi solari e dunque producono corrente anche in caso di tempo nuvoloso e di pioggia. La quantità di energia erogata è tuttavia variabile e difficilmente prevedibile, questa discontinuità rende difficile soddisfare in ogni momento la domanda di corrente. Solare ed eolico sono impianti intermittenti  che forniscono energia in modo discontinuo.

Una soluzione per il futuro è una ipotetica centrale solare orbitale formata da uno o più satelliti che  trasformano la luce del sole in corrente elettrica tramite celle fotovoltaiche e attarverso un'antenna trasformano l'energia ottenuta in microonde. Il vantaggio di avere celle fotovoltaiche nello spazio è dato dalla costanza dell'illuminazione e dalla mancanza di condizioni atmosferiche che riducono l'afflusso di energia verso le celle. Ovviamente lo svantaggio principale è l'elevato costo del trasporto in orbita dei satelliti e delle relative strutture...tutto questo oggi ci appare come fantascienza, forse un giorno sarà tutto possibile.

A differenza dell'energia solare, l'energia eolica inizia a essere economicamente vantaggiosa, il costo di istallazione è relativamente basso. Le motivazioniche bloccano l'introduzione dell'eolico sono:

- L'impatto ambientale è un ostacolo all'istallazione di questi impianti;

- L'inquinamento acustico;

- Pericolo per l'avifauna;

- Intermittenza del vento.

Tutte le energie rinnovabili, se pur adeguatamente sfruttate non coprirebbero totalmente il fabbisogno nazionale . Il paese che riesce meglio a sfruttare queste fonti energetiche è la Germania in cui troviamo un ottimo esempio che è Friburgo, la città solare!

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L'unica alternativa concretamente realizzabile è quella di sfruttare l'idrogeno che in realtà non è una fonte di energia ma un vettore energetico. Sulla terra l'idrogeno non è presente allo stato puro ma è legato a composti come l'acqua e gli idrocarburi. Deve quindi essere prodotto tramite reforming o elettrolisi. Con il reforming l'idrogeno viene estratto dai combustibili fossili producendo però in forma concentrata le emissioni inquinanti evitate dallo scarico delle automobili.E' questa la strada che ha tentato di intraprendere il presidente degli USA, Bush, una strada che non porta miglioramenti sull'ambiente.

L'altra strada per produrre idrogeno è il processo di elettrolisi per scindere l'acqua in atomi di idrogeno e ossigeno.Quest'ultimo processo produttivo non è inquinante ma richiede una grande quantità di energia per funzionare. L'italia purtroppo vede ancora distante tutto ciò di cui si parla sopra, nonostante nel nostro paese esista un'ente molto importante l' ENEA (ente per le nuove tecnologie,l'energia e l'ambiente) che si impegna a promuovere e svolgere attività di ricerca e di innovazione tecnologica, diffondere e trasferire i risultati ottenuti e diffondere a soggetti pubblici e privati servizi ad alto contenuto tecnologico, studi, ricerche, misure, prove e valutazioni. Da ricordare a sostegno di quanto detto sopra che Carlo Rubbia, presidente dell'enea, anni fa, fu costretto a spostarsi a compiere le sue ricerche in Spagna poichè il nostro stato non sembrava appoggiare il suo enorme lavoro. Dobbiamo sapere invece che preoccupasi dell'ambiente è una cosa molto importante ne va del futuro di tutti noi, del nostro mondo. Insomma siamo noi che possiamo anzi dobbiamo cambiare le cose, migliorare si può!

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Silvia Profili, Elisa Galanello, Nicola Cardinali

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