"Personaggi e Progetti"
"Da Friburgo ad Arezzo, realtà a confronto sul tema energia"
ORVIETO-Era il nostro secondo giorno a Friburgo e cominciava presso l' Istituto superiore Richard Fehrenbach il percorso formativo che ci avrebbe permesso di li' a poco di comprendere lo "stampo" alternativo della cittadina. Passando per il
Fraunhofer Institute e vivendo la citta' personalmente, analizzeremo il nostro viaggio paragonandolo con la realta', molto piu' vicina, di Arezzo impegnata nel progetto Idrogeno.
Fisico corpulento e capello brizzolato Schulz, signore ormai non giovanissimo, e' uno dei personaggi piu' attivi nella questione del solare e da molti anni si impegna concretamente per portare avanti un progetto alternativo al nucleare. Occhi stretti ed azzurri, bocca socchiusa, e barba rada di color bianco, parlando con un tedesco deciso, Schulz con l'appoggio della guida si preparava a descriverci la scuola. Parlava chiaramente, tantoche' anche noi che il tedesco non l' avevamo mai sentito da cosi' vicino, riuscivamo a carpire qualche informazione. Punto di forza del n
ostro interlocutore era pero' la divisa; elegantissimo si presentava il completo formato da camicia bianca e pantalone nero, retto pero' da una "ciliegina". Cio' che unificava il complesso ed ordinato look era infatti la cravatta: osservandola era possibile attraverso l'immaginazione esplorare le profonde conoscenze del professore.
In un background blue si posavano caoticamente le pale eoliche all'interno dell' accessorio, ebbene si' era una "cravatta di pale". Ed e' proprio qui che ci soffermeremo: le pale eoliche sono una delle parti che compongono un generatore eolico, mezzo ampiamente utilizzato in Germania per la produzione di energia rinnovabile.
Tali generatori sono riusciti a passare da una produzione di pochi kW di potenza, a punte di 3 MW per i più efficienti. Ad elevate velocità del vento (20-25 m/s, velocità di cut-off) l'aerogeneratore viene bloccato dal sistema frenante per ragioni di sicurezza.
Anche il problema dell' inquinamento acustico sembra superato dato che gli ultimi modelli sono perfettamente silenziosi; rimane la questione dell' impatto ambientale che a nostro giudizio sembra pero' non riguardare la zona: osservando con i nostri occhi il paesaggio circostante, numerosi aerogeneratori si sposano in modo singolare con il vicino paesaggio alsaziano, senza creare grossi traumi. Ma l'eolico non e' l'unico progetto di energia alternativa che Friburgo sta portando avanti e soprattutto non e' il principale.
Il tema fondamentale che affronteremo, prima con Schulz e poi con il connazionale Gautero, e' quello del solare. Cio' che il signor Schulz ci fa vedere, appare come una realta' lontana e diversa dalla nostra che pero' nonostante tutto sembra funzionare. L'esempio della scuola superiore Richard Fehrenbach, la quale ha l' obiettivo di formare gli studenti, indirizzandoli verso aziende che producono pannelli Fotovoltaici o spingendoli ad intaprendere una carriera nel settore, e' importante per capire gli obiettivi che i diretti interessati ma anche il resto dei cittadini, hanno intenzione di perseguire. Quello che Schulz ci mostra della scuola sono innanzitutto le proprieta' dei pannelli fotovoltaici, il loro possibile sfruttamento e come la scuola si adopera per insegnare concretamente l' utilizzo intelligente di questi. Ma subito dopo la sua dimostrazione si sposta verso una piccola centrale di energia solare, di proprieta' dell'istituto e creata appositamente per esso, che ci permette di capire il funzionamento, in scala ridotta, di una centrale elettrica che sfrutta i raggi solari. La prima parte della giornata e' stata interessante, ma la visita al quartiere Vauban lo sarà ancora di più.
Un' area lasciata inutilizzata dai francesi in seguito alla caduta del muro di Berlino e' stata negli anni Novanta sfruttata dalle autorita' municipali come zona dedita alla realizzazione di architetture solari, segnando una svolta per il progetto che perdeva cosi' il puro aspetto sperimentale. Nasce da questo momento in poi il Distretto Vauban nel sud di Friburgo. Cio' che notiamo una volta entrati nella parte meno ricca è la numerosa presenza di bambini, che riversandosi nelle strade a circolazione limitata per gli autoveicoli, giocano tra di loro a dimostrazione di una forte concentrazione di famiglie che si sono integrate ed hanno realizzato una struttura efficiente. Gli edifici di Vauban, come si e' intuito, sono costruiti secondo logiche che mirano a rendere il massimo, risparmiando piu' energia possibile e soprattutto hanno l' obiettivo di realizzare una effettiva collaborazione tra tutti gli abitanti, rafforzando il concetto di citta' intesa come prossimita', socialita'e tranquillita'. Punto peculiare della visita e' la casa solare Heliotrop, creata come un esperimento dall' architetto che ha progettato Vauban e ora abitata da egli stesso. La casa, a forma di cilindro e simile ad un fungo , ha la particolare caratteristica di ruotare per inseguire ed evitare il sole in caso di necessita', producendo cosi' cinque o sei volte piu' energia di quella che la casa consuma.
Veramente interessante la prima giornata, ma la nostra esperienza non finisce qui. Altro giro, altra corsa e ci ritroviamo all' ultimo giorno in citta' con la possibilita' di osservare da vicino il Fraunhofer Istitute grazie al dr. Gautero. Ragazzo giovane, a primo impatto sembra un po' titubante e noi, da buoni italiani, lo salutiamo con delle bottiglie di buon vino orvietano. Sembra gradire e ci dice di aspettare qualche minuto mentre corre a preparare la sua presentazione dell'istituto. Ci fa entrare, noi non possiamo vedere nulla ad eccezione della sala conferenze, di Gautero e del suo proiettore: il resto e' top secret. Ci accomodiamo silenziosi ed ascoltiamo il giovane ricercatore.
Si inizia dal generale per poi analizzare in dettaglio le caratteristiche fondamentali ed innovative. Quello di Friburgo è uno dei 58 istituti presenti in tutta la Germania che compongono il complesso di strutture del Fraunhofer Gesellschaft. Il Fraunhofer-Institut für Solare Energiesysteme(ISE) di Frifurgo, si occupa di un settore dove ultimamente si è fatto pressante il bisogno di ricerca, il solare. A primo impatto la presentazione ci sembra un po' al disotto delle aspettative ma questo è dato da vari fattori di cui il nostro interlocutore sembra risentire. Probabilmente il giovane Gautero non è abituato a tenere conferenze a ragazzi e soprattutto non in italiano, senza contare che il suo è un lavoro settoriale e che quindi non puo' rispondere a domande che non sono di sua competenza. Nonostante tutto la descrizione risulta essere sintetica e comprensibile. Partendo dalle varie forme di energia non rinnovabili e descrivendone le proprieta', il discorso si concentra nel solare, unica soluzione per competere con le attuali risorse energetiche. Ma di cosa si occupa fondamentalmente l'ISE c'e' lo spiega subito dopo: essenzialmente l' obiettivo dell'istituto è quello di cercare di ridurre i costi di produzione, migliorare il rendimendo ed effettuare una produzione su larga scala di impianti che sfruttano energia solare. Si parla quindi esclusivamente di impianti fotovoltaici; la soluzione finora piu efficace sembra essere il silicio. Varando quindi la prospettiva e descrivendo l'importanza e i potenziali del silicio, Gautero ci parla di come avviene all'interno dei laboratori la lavorazione e la raffinazione di tale materiale. Le innovazioni piu' interessanti che ci descrive riguardo alla produzione di pannelli fotovoltaici sembrano essere fondamentalmente due. Ormai da qulche tempo l' MWT(Metal Wrap Through), un nuovo tipo di celle solari che compongono i pannelli di nuova generazione, si stanno imponendo nel mercato. L' utilizzo di lenti rende piu' efficace lo sfruttamento della superficie e quindi un maggiore incremento nella ricezione di raggi solari. Ma sorge pero' un problema legato all'ambito commerciale. Infatti per la realizzazione di tali celle è necessario il mono-silicio, tipo di materiale che vede nel mercato dell'ottica un insormontabile avversario e il divario tra i due ambiti sembra essere difficilmente colmabile. Per questo motivo la produzione non riesce ancora a raggiungere una scala sufficiente.
Molto più innovativa e più interessante è la descrizione riguardo le Dye Solar Cells. Sfruttando la sua struttura costituita da cellule solari organiche, questo perticolare tipo di cella si comporta, sfruttando i raggi provenienti dal sole, esattamente come una foglia.
Attraverso una speciale fotosintesi queste celle riescono a produrre molta più energia rispetto alle altre. Però, data la loro recente nascita e gli abbondanti costi di produzione, attualmente non esistono aziende che le producono. Per capire bene il funzionamento dell'Istituto è necessario soffermarci sui laboratori semi-industriali PV-TEC che regolano tutto l' operato dell' ISE. Questi sono infatti i mezzi concreti che ci consentono di capire il concetto di ricerca applicata. Il tutto si puo' descrivere come un tipo di attività finalizzata all'acquisizione di conoscenze volte ad essere utilizzate per la produzione di beni o servizi, (contrariamente alla ricerca di base) in sostanza benefici pratici derivanti dalla ricerca sociale. Il laboratorio PV-TEC, descritto dal signor Gautero con la parola semi-industriale, vuole riassumere tutto ciò. Si instaura quindi anche una stretta collaborazione tra Istituto di ricerca ed industrie, spesso realizzata tramite finanziamenti. Ed in Germania come in altri paesi, probabilmente questo tipo di politica ha permesso un maggiore sviluppo anche in prospettiva futura. Come ben sappiamo lo stesso non è successo in Italia, dove in questo settore la penisola sembra essere tutt'altro che all'avanguardia.
Ma se la ricerca si trova in una situazione di stallo, non lo è altrettanto l' attenzione posta da parte di alcuni che continuano ad impegnarsi per un futuro sostenibile. Senza alllontanarci troppo dalla nostra zona, troviamo con piacevole sorpresa la presenza di una politica energeticamente alternativa che ha interessato il centro di Arezzo. L'antica tradizione del posto ha portato allo sviluppo di una fiorente attività industriale orafa a partire dalla prima azienda fondata nel 1926. L'idrogeno insieme all'ossigeno e all'azoto risulta essere uno dei più diffusi gas tecnici industriali per le lavorazioni dei preziosi. In questo substrato sociale, dove l'idrogeno è ormai accettato come realtà locale, la cooperativa "La Fabbrica del Sole" ha
reduto nella possibilità di uctilizzare, nel tessuto aretino, questo particolare elemento anche per fini energetici. Nel 2002 alcune aziende ed enti locali insieme alla cooperativa hanno ritenuto valide le potenzialità del progetto, investendo capitali e risorse.
La costruzione di idrogenodotti sotterranei, che hanno il compito di prelevare del gas idrogeno dalla baia di stoccaggio (presente presso una ditta orafa del posto) e distribuirlo alle aziende, spiega il reale impegno da parte delle autorià, che non tralasciando l' aspetto lucroso, si sono impegnati per sostenere la produzione di energia rinnovabile. Purtroppo attualmente esistono ancora poche realtà come questa in Italia, ma essa unitamente all' esperienza di Friburgo ci ha resi perlomeno consapevoli dell'importanza di tale questione, rendendoci un pochino più preparati nei confronti di un futuro prevedibile.
Mecarone Riccardo