L'energia come problema
Negli anni ’70, anche a seguito dei problemi economici e politici causati dalla crisi petrolifera, si è cominciato a prendere coscienza degli effetti negativi che la crescita economica ed il progresso tecnologico del dopoguerra avevano comportato in termini di degrado ambientale e di consumo delle risorse materiali ed energetiche del pianeta -è sorto il problema energia-
L’esauribilità dell’energia crea seri problemi all'ambiente e alla sua sostenibilità. Si è reso evidente ciò che recita il secondo principio della termodinamica secondo cui “benché l’energia si conservi, progressivamente si degrada”;ciò comporta infatti una sempre minore possibilità di utilizzo della stessa e danni irreversibili fino ad arrivare al così detto “punto di non ritorno”.
L’inarrestabile progresso in campo tecnologico e scientifico e una cattiva informazione hanno provocato un abuso eccessivo delle fonti energetiche scaturito dall’erronea fiducia nella loro illimitata disponibilità. Le soluzioni al problema sarebbero molte, ma interessi acquisiti, schieramenti geopolitici, alleanze economiche, “complicità segrete” rendono tutto molto difficile. Quando si propone un’alternativa, come ad esempio quella dell’impiego su larga scala dell’energia eolica, definita pulita, ci si sente rispondere da una parte che c’è un problema di impatto ambientale e dall’altra che la fase di transizione sarebbe troppo lunga, difficile da gestire, dal momento che i costi di produzione crescerebbero, intaccando il consumo e rallentando lo sviluppo in misura tale da compromettere il nostro stile di vita. 
Per quanto riguarda il primo punto pensiamo che fin quando si ragionerà soltanto in questi termini sarà difficile uscire dal circolo vizioso: più energia, più consumi, più sviluppo. Relativamente al secondo non siamo in grado di rispondere in forma altamente scientifica ma sicuramente riteniamo che il nostro modo di pensare debba essere modificato perché soltanto nella misura in cui prenderemo coscienza veramente delle conseguenze catastrofiche dei nostri comportamenti -pensiamo ai danni procurati al clima- e ce ne assumeremo le responsabilità riusciremo a praticare la nostra cittadinanza. Come sostiene G.Bologna nel "Manuale della sostenibilità:idee,concetti, nuove discipline capaci di futuro" è giunto il tempo di smattere di padroneggiare l'ambiente e cominciare,invece,a rispettarlo. Siamo del parere,infatti, che la "sostenibilità" non sia un problema di ordine solamente scientifico ma che chiami in causa la nostra dimensione etica e sociale.
Tiberi Pamela
Spaccino Silvia