Vauban
ESEMPIO DI RISPARMIO ENERGETICO
Non dovrebbe stupire che in Germania vi sia una città, o un'intera regione, "dedicata al sole". Circa 30 anni fa, dopo la crisi energetica degli anni '70, a Friburgo vi fu una violenta opposizione alla costruzione di una centrale nucleare e per questo l'Amministrazione comunale scelse di puntare sulle energie rinnovabili. Situata a una sessantina di chilometri a nord di Basilea, ai piedi della Foresta Nera, Friburgo ha una tradizione, relativamente all'energia solare, che risale ai tempi del nazismo quando sembra si siano avviati diversi progetti "ecologici". L' obiettivo che si è posta è quello di ridurre il consumo dei gas inquinanti - entro il 2010 si vuole diminuire del 25% la quantità di CO2 emessa nell' atmosfera nel 1992.Le linee guida sono tre: la conservazione dell' energia, lo sfruttamento estensivo delle energie rinnovabili e le tecnologie collegabili. Diverse le strategie adottate per disincentivare l'uso dei mezzi privati a motore e incoraggiare l'uso dei mezzi di locomozione non inquinanti;è di esempio il distretto di Vauban, collegato a Friburgo da una pista ciclabile percorribile in 10 minuti. Qui la bicicletta non è considerata un mezzo alternativo come da noi ma un mezzo di trasporto "normale" e per questo è stata registrata una riduzione del 50% delle auto private circolanti nel quartiere. Gli alloggi sono costruiti interamente in legno e con materiali aventi ciclo produttivo poco inquinante; sfruttano l'acqua piovana, raccolta e depurata, per tutti gli usi irrigui e domestici.Le abitazioni non necessitano di sistemi di riscaldamento tradizionale in quanto riescono ad accumulare passivamente energia termica tramite grandi vetrate, serre solari esposte a sud, numerosi e diffusi pannelli solari. Il calore accumulato viene poi distribuito tramite una rete di teleriscaldamento. Diverse file di case a schiera sono addirittura a "surplus energie", cioè immettono nella rete pubblica l'energia che producono in eccesso a quella che consumano. Camminando per Vauban si notano dettagli strani, assenti in altre città; tanti tetti e facciate che ospitano pannelli scuri; vetrate che d' inverno catturano il sole e d'estate, invece, necessitano di una schermatura; ringhiere che all'occhio risultano troppo "grosse" perché al loro interno scorre e si scalda l' acqua. Passeggiando si possono notare una molteplicità di percorsi pedonali dove giocano i bambini e si muove, spingendosi con il monopattino, qualche
eccentrico; alberature e fioriere ben tenute tanto che nessun centimetro quadrato resta sprecato, lo stile di vita è di persone un po' hippies prossime alla sessantina. Il tema dell'energia produce consenso collettivo e connota anche lo stile architettonico.Vagando qua e là l'occhio comincia a cogliere tanti edifici, non necessariamente di eccelsa qualità architettonica, ma che attraverso la loro morfologia, i loro dettagli e il loro spirito partecipano alla definizione di quell'immagine che molto probabilmente sarà quella della città del futuro, una volta che il risparmio energetico non sarà più una scelta, ma un obbligo. Se infatti in tante città si percepisce l'emergere dello stile del risparmio energetico, a Vauban oltre a questo si riconosce anche lo spiccare del genius loci dell'energia. Forse la cosa più preziosa di Friburgo non sono i progetti presi singolarmente, ma l'insieme. Infatti sono ormai stabilite nell'area friburghese 450 aziende che operano nel settore dell' energia rinnovabile e tra questi il secondo istituto al mondo nel settore della ricerca e dello sviluppo delle applicazioni dell'energia solare,il prestigioso Fraunhofer Institut. Tra i maggiori edifici "energetici" c'è l'esempio della " Solar Fabrik", interamente finanziata dai privati, essa che produce pannelli fotovoltaici che, insieme all' olio di colza, consentono all'azienda di essere autonoma dal punto di vista energetico, con emissioni di CO2 praticamente nulle.
Fringuelli Ilaria e Gessica Catarcia