Una speranza bugiarda
Sili Rioccardo 07/02/2006
Il meccanismo di indebitamento del terzo mondo è frutto ,nelle sue formule primitive, di una crisi economica e politica che l’Europa ricca e gli Stati Uniti d’America dovettero subire a partire dal termine della seconda guerra mondiale, fino allo shock petrolifero degli anni ’70, ,per arrivare ad oggi.
-1945 Insieme al Fondo Monetario Internazionale (FMI) fu fondata la Banca Mondiale (BM) da 38 paesi ,(oggi 181) con lo scopo di risollevare la sorti economiche,tramite importanti prestiti, delle nazioni impoverite dal conflitto bellico.
- 1961 le banche “del Nord” registrarono una forte eccedenza di eurodollari (denaro ottenuto al di fuori degli Stati Uniti) e petroldollari .
Seguendo la vecchia regola secondo la quale il denaro non deve mai dormire, le banche hanno prestato,con la complicità dei governi locali, delle somme colossali ai paesi “del Sud”, sapendo benissimo che solamente gli interessi scaturiti da tali prestiti avrebbero rappresentato per i paesi debitori un ostacolo insormontabile.
-1974 l’industria petrolifera riceve uno shock che provocherà un’importante crisi sul piano economico. La decisione unanime prevede l’investimento delle multinazionali in paesi reputati poveri, promettendo loro prospettive favorevoli e redditizie. Questo permise di poter investire in tutte le direzioni creando un’assoluta dipendenza di quei paesi ,i quali non trovarono però un tornaconto abbastanza importante da poter risollevare la loro economia.
-(1979-1982) una seconda e più forte crisi legata al mercato petrolifero, portò le nazioni più ricche (in particolar modo Inghilterra e Stati Uniti) ad adottare una politica antinflazionistica e ad aumentare in maniera drastica i tassi di interesse per i paesi loro creditori.
Di conseguenza i prezzi delle materie prime esportate dal sud si abbassarono, quindi diminuì la rendita e infine precipitò il tasso di occupazione creando così le basi per la situazione di povertà che oggi devono subire i Paesi del Terzo mondo.
Come se non bastasse le Banche del nord ,vista la situazione, ridussero notevolmente il credito.
Fu proprio quest’ultima situazione a favorire l’importante “entrata in scena “ della BM e del FMI che prestarono considerevoli quantità di denaro ai paesi indebitati ,con una clausola che li obbligava prima di ogni altro investimento all’estinzione dei loro debiti esteri , in modo da gestire in prima persona
i tassi di interesse e le modalità di restituzione del credito.
Questa astuzia finanziaria ha permesso alla BM (la maggior parte del capitale viene dagli stessi paesi che formano il G8) e alla FMI di speculare sui debiti del terzo mondo senza nessun ostacolo o protesta ,la stessa BM si è auto nominata garante dello sviluppo nei paesi più poveri ma in realtà non ha fatto che peggiorare le già precarie situazioni;
-1990 è stata indetta una conferenza stampa dove la BM garantiva la diminuzione della popolazione povera del mondo di circa 300 milioni;
-1994 nell’annuale conferenza stampa la BM, pur riconoscendo
l’inadeguatezza dei provvedimenti presi, accusa i governi del Sud di imporre una politica sconsiderata e diminuisce la prospettiva di miglioramento;
-2000 i poveri nel mondo sono aumentati di 219 milioni.
La BM e il FMI si occupano del “ritorno” del debiti in due modi:
-Sanzionando i Paesi debitori con pesanti condizioni di restituzione come ad esempio è successo nel Malawi, dove nel Luglio 2002 oltre 3 milioni di persone rischiarono di morire di fame, in questo caso la BM e il FMI costrinsero il Malawi a vendere 28000 tonnellate di mais per restituire il debito in dollari. Si registrarono, a causa di tale provvedimento, 111 casi di guerra civile in 25 paesi.
-Oppure camuffano il debito di un paese “vendendolo” ad una multinazionale, la quale si impegna ad azzerare, in cambio di modifiche strutturali che nel linguaggio economico hanno il fine di far convergere la legge della domanda (estremamente imponente) ,con quella dell’offerta (a dir poco misera). Un esempio lampante riguarda il debito Keniano, venduto ad una delle più grandi ditte edili del mondo. Nairobi, la capitale , è diventata un lussuosissimo e vastissimo quartiere residenziale che si estende per circa l’80% del territorio. Il problema è che in questa considerevole fetta di spazio vive solo il 15% della popolazione. Mentre la maggior parte degli individui risiede quindi nella minor parte dello spazio a pochi chilometri dalla capitale nella baraccopoli di Koroghocho (oltre 100.000 abitanti), dove non ci si può permettere neanche la sepoltura in un cimitero per l’eccessivo costo.
Inevitabilmente un tale livello di povertà unito a governi spesso dispotici e dittatoriali, nei Paesi del Terzo mondo , risulta essere una bomba ad orologeria destinata ad esplodere.
Ad oggi in 27 paesi del mondo sono in corso sanguinose guerre civili alle quali hanno partecipato 300000 soldati di età compresa tra i 10 e i 18 anni.
Gli organi preposti ad aiutare queste etnie per le ragioni sopra dette risultano inevitabilmente corrotti, dimostrando in più occasioni di non avere, per motivi economici, nessun interesse alla loro sopravvivenza o sviluppo.
Le poche iniziative umanitarie, nel loro piccolo, riescono a mala pena ad alleggerire temporaneamente il fardello che affligge il Terzo mondo.
Allora? L’unica speranza è pregare! Forse neanche questo…..probabilmente continueremo a svendere speranze bugiarde e sogni già infranti fino all’ultima stupida follia di questo sistema.