OGM: quindici anni compiuti
è possibile arrivare ad un'opinione informata su pro e contro degli ogm in campo economico? - Serena Mastrangelo
Ancora oggi, a distanza di quindici anni dall'ingresso sul mercato del primo organismo geneticamente modificato(stiamo parlando di un pomodoro, reclamizzato nel 1994 per le sue straordinarie dimensioni e per l'eccezionale resistenza!), la questione degli OGM è aperta e fortemente discussa su diversi piani. Si è ovviamente dibattuto a lungo sugli effetti che l'introduzione di questi organismi avrebbe avuto negli ambienti naturali, in riferimento alla coesistenza con il complesso sistema genetificamente non modificato, e una importante questione, non ancora risolta, è stata quella degli effetti che avrebbe avuto sull'uomo l'introduzione di OGM nella dieta alimentare. Questi punti, ed in particolare il secondo, hanno schierato posizioni favorevoli o invece fortemente contro allo sfruttamento di una scoperta scientifica di tale portata, posizioni dell'opinione pubblica che hanno influito sulle normative e, quindi,in maniera decisiva sulla prosecuzione della ricerca scientifica in tale direzione.
Ma un aspetto fondamentale del "fenomeno OGM" è quello economico. Vi sono state infatti una serie di implicazioni sul mercato mondiale di notevole portata, benchè non sia facile discernere con certezza se esse siano di natura positiva o negativa, in quanto anche in merito ad un ambito piuttosto oggettivo qual è l'economia vi sono dati ed opinioni nettamente discordanti.
La rilevanza dell'aspetto economico nella questione degli OGM è stata palese fin da quando, ancora agli inizi della loro diffusione, furono presentati come risposta finalmente risolutiva al problema della fame nel mondo. Che le speranze allora espresse siano state decisamente disattese è dimostrato dal fatto che il problema dei paesi sottosviluppati sussiste ancora oggi. Va da sè concludere che, per quanto vi siano altri fattori che concorrono al successo o all'insuccesso di politiche economiche volte a sopperire alle mancanze dei sistemi socio-economici di regioni disagiate, il fenomeno OGM ha rivelato velocemente i suoi limiti.
L'analisi che riguarda la relazione tra paesi sviluppati e in via di sviluppo e il modo in cui l'utilizzo su larga scala della tecnologia alla base degli OGM influisca o potrebbe influire sulle economie agricole deboli o in crisi (tra queste anche quella italiana)si basa sostanzialmente sui seguenti dati(per sostenere una posizione di resistenza):
- le piante OGM sono vincolate all'obbligo di riacquisto di anno in anno a causa della sterilità delle sementi. Questo implica che i coltivatori, che dalle colture tradizionali tramite la maturazione del raccolto potevano naturalmente ricavare i semi necessari, devono ricomprare la semente per garantirsi il beneficio dato dall'uso dell'OGM, impiegando un capitale che non viene più ad essere un investimento ammortizzato nel tempo ma una spesa risarcita solo dalla buona riuscita del singolo raccolto annuo;
- le sementi OGM hanno costi superiori rispetto alle sementi naturali dovendo ammortizzare l'investimento in ricerca necessario per produrle;
- l'impatto dell'acquisto annuale di nuovi semi su soggetti microeconomici che faticano a raggiungere uno stato di sopravvivenza può innescare rapporti di debito prolungato con i rivenditori indebolendo ulteriormente i piccoli produttori. Ne consegue che i soggetti economici in grado sfruttare le opportunità offerte dagli OGM sono spesso i grandi produttori o i proprietari di latifondi, che non sono certo quelli che caratterizzano le aree più povere;
- L'uso di OGM potrebbe ridurre l'uso di varietà e risorse liberamente fruibili sul territorio. la conseguenza diretta di questo aspetto è che se un anno si verificassero condizioni ambientali o climatiche particolarmente sfavorevoli all'unica specie coltivata, i contadini sarebbero in balia dello scarso raccolto senza nessuna possibilità di sopperire ai danni della carestia ricorrendo a piante più adatte alla resistrenza a quei particolari fattori. Si troverebbero inoltre privi dei guadagni del raccolto che permettono loro non solo la sussistenza, ma anche la possibilità di acquistare nuovamente le sementi(poichè come detto gli ogm sono sterili);
- I paesi europei che si sono dichiarati OGM-free potrebbero rifiutare le derrate provenienti dai Paesi in via di sviluppo che li utilizzano facendo venir meno una fonte importante del loro bilancio nazionale.
Diversi studi hanno analizzato la significatività economica di tali preoccupazioni.
Secondo i dati economici raccolti dall'ISAAA(Servizio Internazionale per l'Acquisizione delle Applicazioni Agrobiotecnologiche)la maggior parte degli utilizzatori degli OGM sono piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo e benefici sono stati riportati in particolare in Sud Africa, Argentina, India, Filippine, Brasile e Cina. secondo il rapporto questo sarebbe da imputare al fatto che i vantaggi degli OGM sono indipendenti dalla dimensione aziendale.
Il rapporto sull'impatto degli OGM dopo 10 anni di coltivazione a livello globale divulgato dall'associazione ambientalista Friends of the Earth (FoE), da anni attiva contro l'uso degli OGM in agricoltura ritiene che il report ISAAA sovrastimi l'area messa a coltura di almeno un 5% e dimostra come essa sia concentrata solo in pochi stati. L'introduzione di coltivazioni transgeniche inoltre avrebbe contribuito poco o per niente al miglioramento delle condizioni economiche degli agricoltori nella maggior parte dei Paesi, e in particolare in America Latina ha contribuito invece ad una ulteriore concentrazione della terra in mano a pochi, a discapito dei piccoli agricoltori. Inoltre il rapporto sottolinea come la prospettiva di alleviare la fame del mondo grazie all'introduzione delle biotecnologie in campo agricolo sia stata disattesa, e come attualmente per lo più tali coltivazioni siano utilizzate per produzioni destinate all'uso animale. Per quanto concerne il fatto che uno dei vantaggi sia la maggiore facilità di gestione delle colture solo i grandi produttori ne avrebbero beneficiato. L'ambientalista Vandana Shiva asserisce che l'ingresso in India delle sementi biologicamente modificate, sempre più care e utilizzabili per un solo raccolto(per le ragioni sopra evidenziate), si sta traducendo in una rovina per i piccoli agricoltori.
Dai dati sopra riportati, esempi estratti da rapporti di natura socio-economica sia favorevoli che sfavorevoli agli OGM, quello che emerge chiaramente in conclusione è che in relazione agli OGM sono in ballo interessi economici di portata molto allargata e complessa, in merito ai quali è difficile orientarsi e soprattutto è impossibile valutare quale tra le due argomentazioni sia piu valida. Questo è tanto vero che la scelta di una posizione o di quella opposta, almeno da un punto di vista strettamente economico, sembra possibile solo affidandosi al caso o tutt'al più all'istinto! A questo punto della ricerca, essendomi prefissata l'obiettivo di documentare la reale situazione, è stato necessario arrendersi ad un dato di fatto allarmante: la complessità degli interessi in ballo nella questione hanno prodotto come conseguenza diretta una torbidità diffusa nelle interpretazioni dei dati e delle informazioni, e il malcapitato cittadino, almeno quello non esperto, che vorrebbe arrivare a formarsi una opinione informata, si perde nella loro contraddittorietà ricavandone una sensazione, se non di definitiva inattendibilità, almeno di faziosità e parzialità.