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Commercio equo e solidale

Lorenzo Cerchecci

Nel mondo in cui noi oggi viviamo c’è un sistema economico che garantisce la ricchezza di poche persone, basandosi però sullo sfruttamento e sulla miseria di tutte le altre. Le multinazionali che distribuiscono tutte le cose che noi compriamo si rendono protagoniste di atti la cui eticità è piuttosto discutibile, caratterizzati dall’incondizionato abuso dell’ambiente, delle miserevoli condizioni della situazione in cui avviene la produzione e soprattutto delle persone. Purtroppo oggi come oggi la cosa che più balza agli occhi è che il primo scopo di ogni azione umana è il profitto, e che spesso questo sottomette il rispetto dell’ambiente e dei diritti umani. Noi alimentando il consumismo favoriamo inconsapevolmente l’economia dello sfruttamento, dell’indifferenza verso i diritti fondamentali dell’uomo e dello sviluppo che grava solo sui più miseri ed indifesi. Ma c’è un’alternativa: per una persona che vuole che le cose cambino almeno un po’ per il futuro, il commercio equo e solidale offre una bella opportunità.  Il suo scopo è quello di riequilibrare i rapporti tra nord e sud del mondo, basandosi sul rispetto dell’ambiente e della persona umana. Sono così favoriti i produttori più svantaggiati, affinché anch’essi possano entrare nel mondo economico senza essere usati da intermediazioni speculative. Tutti i membri della catena commerciale sono messi sullo stesso piano, ai lavoratori è garantito un giusto guadagno a condizioni di lavoro dignitose, e le organizzazioni che favoriscono la commercializzazione dei beni prodotti in questo modo sono senza fini di lucro. Il commercio equo e solidale inoltre favorisce anche forme di microcredito e pre-finanziamento, perseguendo logiche di autosviluppo e lotta allo sfruttamento. I prodotti del commercio equo e solidale si possono trovare, purtroppo non in grande quantità, nei nostri supermercati, ed io invito tutti quanti a comprarli, magari rinunciando al nostro abituale acquisto di marca. Non bisogna dimenticarsi comunque che questi prodotti sono di ottima qualità, e magari, quando invece di comprare il solito caffè di marca, si compra quello del commercio equo e solidale, anche la nostra coscienza è più pulita. Il commercio equo e solidale è uno strumento veramente a portata di tutti, non ancora sfruttato a dovere dalle autorità e dalle logiche finanziarie. Anche se il prodotto non è pubblicizzato in televisione ed anche se i nostri amici non ne parlano, è bello pensare di aver dato un minimo aiuto a chi ne ha bisogno. Questo “consumismo pulito” dovrebbe essere considerato come un dovere morale. Allo stesso modo sono necessarie pratiche come l’adozione a distanza e la raccolta differenziata, per far nascere nelle menti delle persone la consapevolezza che anche la nostra parte, seppur piccola ed apparentemente inutile vista singolarmente, è fondamentale.

 

Per la lista delle organizzazioni, per la carta dei criteri ed altre informazioni visitare il sito:

www.commercioequo.org

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