Banche etiche: la Grameen Bank
Valeria Passeri
Istituzioni che pur agendo nell’ombra svolgono un ruolo fondamentale nell’economia mondiale, sono le banche etiche; enti che non perseguono il profitto, ma hanno come scopo la crescita dell’economia sociale, attenta cioè ai valori della solidarietà, del rispetto dei diritti umani, dell’ambiente, della cooperazione e dell’educazione. Un sistema di finanziamento alternativo che opera attraverso il microcredito: mentre la microfinanza comprende tanto i servizi di credito quanto quelli di risparmio, il microcredito restringe la sua offerta alla sola erogazione dei prestiti e si riferisce sia all'entità dei prestiti stessi, sia alle dimensioni delle realtà finanziate. Il microcredito nasce per dare la possibilità ai poveri di accedere al credito secondo modalità ad essi adeguate e consegue risultati, sotto il profilo bancario e sotto il profilo della lotta contro la povertà, molto apprezzabili. La conferma viene da fonti autorevoli: uno studio della Banca Mondiale attesta che i programmi di microcredito accrescono gli standard di vita soprattutto per le donne e i loro familiari. In molti casi i programmi prevedono una combinazione di servizi accanto all’emissione del prestito finanziario, quali la formazione tecnica e gestionale, la creazione di reti commercialie le condizioni per la raccolta di risparmio, al fine di rendere autostenibile il programma. Spesso le principali destinatarie nei Paesi in via di sviluppo sono le donne: per loro l'accesso al credito non è soltanto un mezzo per uscire dalla povertà, ma un'opportunità per riappropriarsi di diritti negati e per vedere riconosciuto un ruolo paritario all'interno della famiglia e della società. Le donne inoltre, dovendo decidere come impiegare il denaro guadagnato, spesso preferiscono utilizzarlo per la famiglia, in particolare per l'educazione e l'istruzione dei figli. La prima banca etica della storia è la Grameen Bank, fondata nel 1976 dall’economista bengalese Muahammad Yunus, divenuta il modello per le iniziative analoghe sorte in seguito in diversi Paesi del mondo. Di proprietà di circa due milioni di membri, per lo più piccoli contadini e artigiani che contribuiscono con basse quote di denaro al capitale sociale dell’ente, la Grameen concede dei prestiti di piccola entità, che tuttavia permettono a chi ne usufruisce di finanziare la propria attività e di migliorare le proprie condizioni di vita. Grameen è una banca rurale che non solo concede minifinanziamenti sulla fiducia ai diseredati, che in questo modo possono affrancarsi dall'usura ed entrare sul mercato, ma è posseduta da questa stessa gente, che nel tempo è diventata azionista della banca. Se il finanziamento di pochi dollari non viene restituito, non ci sono penali: si perde, però, il diritto a un nuovo prestito. Oggi Grameen Bank ha più di 2,4 milioni di beneficiari e la percentuale di restituzione dei prestiti (che si aggirano in media sui 100 dollari l'uno) è altissimo, circa il 98%. Il 95% dei beneficiari è rappresentato dalle donne che in Bangladesh sono le più povere e le più emarginate, perché sono considerate come le più attendibili nella restituzione del prestito. L 'esperimento partito nel 1976 conta oggi 14mila dipendenti e opera in 35mila villaggi; sono stati distribuiti 4 milioni di microprestiti, per circa 500 milioni di dollari. Una crescita tanto spettacolare è stata possibile grazie a una serie di regole ferree che hanno consentito ai fautori di superare ogni volta difficoltà apparentemente insormontabili. Anzitutto la richiesta ai poveri di riunirsi in gruppetti di cinque persone al momento di ottenere un prestito, assumendo ciascuno la responsabilità anche per gli altri, al fine di rafforzare l’impegno a rimborsare la sua somma. In secondo luogo, il meccanismo di rimborso: anziché attendere tutto il rimborso dopo una lunga scadenza, Grameen chiede ai suoi clienti di restituire il denaro in piccolissime rate ogni settimana. Sull'esempio della Grameen Bank sono nate istituzioni analoghe in tutto il mondo: la Triodos Bank in Olanda (1980), la Oekobank in Germania (1988), la Alternative Bank Suisse (ABS) in Svizzera (1990), la Banca etica in Italia (1998).ll microcredito è praticato in cinquantasette nazioni, fra cui anche gli Stati Uniti, dove ne usufruiscono i poveri dei ghetti di Chicago. Il potenziale contributo del microcredito alla lotta alla povertà è ora riconosciuto dalle istituzioni mondiali deputate a sostenere lo sviluppo, in particolare si sono attivate la Banca Mondiale e le Nazioni Unite, con delle risoluzioni significative determinanti nel processo globale di sviluppo umano e sociale. Oggi in molti Paesi del Sud del mondo il microcredito rappresenta un'alternativa efficace proprio per la capacità, rispetto ad altri interventi di cooperazione allo sviluppo, di raggiungere direttamente le fasce più povere della popolazione e di promuovere l'economia di comunità.
Link: www.oneworld.net; www.temi.unimondo.org