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New Economy

Stella Marchino

All’inizio dei tempi, l’uomo capì che gli oggetti che lo circondavano avevano in sé un loro valore e di conseguenza vi si poteva ricavare un guadagno. Cominciarono così le prime forme di commercio come il baratto che e poi si evolse con l’uso della moneta fino ad arrivare ai tipi di compravendita oggi comunemente intesa.

L’economia è quella scienza che studia come utilizzare nel modo più razionale i beni per il conseguimento di fini determinati. In sostanza analizza la circolazione di beni e di denaro. Oggi molto spesso si sente parlare di “New Economy”, letteralmente “Nuova Economia”. Questo innovativo apparato non si riferisce ad un singolo scambio, ma ad un complesso sistema strettamente collegato con le reti informatiche e della comunicazione, ed è pertanto detto globale.

Al giorno d’oggi i soldi materiali hanno perso il loro “valore”, ma non nel senso che non sono più utilizzabili o sono svalutati, semplicemente perché oggi si parla di denaro virtuale. Anche nel quotidiano quando paghiamo con una carta di credito od attraverso un assegno, non tocchiamo né banconote, né monete. L’e-commerce (electronic commerce) è sicuramente una realtà che esprime a pieno questo concetto. Italianizzando il termine si parla di commercio elettronico e non è nient’altro che un nuovo modo di fare acquisti che utilizza il computer. In rete si possono trovare siti internet di negozi, ed altri che organizzano aste, da cui si possono acquistare articoli di qualunque genere e provenienti da qualsiasi luogo. Con pochi soldi, breve tempo e semplici operazioni possiamo benissimo acquistare un maglione che si trova in un negozio in Giappone. Si paga semplicemente con carta di credito o con altri metodi. Ma ciò che è più interessante è che la cosa è bilaterale. Ognuno di noi può diventare un venditore, dalla propria abitazione, inserendo gli articoli da vendere sui siti appositi. L’e-commerce è quindi una modesta fonte di arricchimento per alcuni ed inoltre un modo semplice, economico e veloce per fare acquisti. Nel nostro mondo così frenetico ed impegnato sembra che nessuno abbia più la possibilità di spendere tempo e soldi per il tradizionale shopping!

La new economy è sicuramente legata a quel grande processo in atto che noi chiamiamo globalizzazione. Un economia globale come questa non può fare a meno di svilupparsi in una popolazione uniformata a certi standard. Si parla di “knowledge society” o società cosmopolita ed aperta. Le masse illuse dalle mode diventano parte integrante di questo giro di soldi incredibile dove certamente le multinazionali giocano un ruolo importantissimo. Il prodotto tradizionale e caratteristico sta perdendo via via la sua importanza, poiché i grandi colossi del commercio tendono ad inglobare tutto. Prima, per produrre un quaderno, c’era chi forniva la materia prima, chi rilegava i fogli, chi metteva la copertina, chi lo pubblicizzava, chi lo vendeva e così via. Ora le multinazionali nascondono tutto questo processo ed offrono direttamente al consumatore il prodotto finito.

Un mondo globalizzato comporta il fatto che tutti gli eventi si ricolleghino in qualche modo fra loro. Nell’economia ciò è più che mai evidente e la borsa ne è l’esempio più eclatante: le azioni salgono e scendono a seconda di come “gira il mondo”. I titoli che acquistiamo qui sono influenzati da ciò che accade nell’altra parte del mondo. Tanto per richiamare il concetto di denaro virtuale, cosa sono le azioni della borsa? Sono quote di capitale di un’azienda o di una società che il singolo può comprare, in sostanza qualcosa di poco concreto.

Senza dubbio siamo noi stesi che cerchiamo di globalizzare l’economia per rendere le cose più semplici ai mercati internazionali. L’adozione dell’euro da parte della comunità europea: questa moneta rende sicuramente più facili gli scambi interni ed è più facilmente convertibile nell’altra moneta più utilizzata al mondo, il dollaro. Inoltre va ricordato l’uso della lingua inglese per i rapporti internazionali. Diversi termini relativi alla new economy, appunto, sono inglesi, alcuni esempi sono Btc, Ctb, Ctc, Btb.

Ma oltre la globalizzazione, se ripercorriamo i vari aspetti della new economy, quale è l’elemento ricorrente? Le reti informatiche sono il più grande strumento che ha avuto per svilupparsi e che ancora largamente usa questo tipo di commercio. I cavi elettrici sono diventati canali di scambio non solo di informazioni ma anche di merci e denaro. Internet al giorno d’oggi è un settore su cui molti stanno investendo, è chiaro che in un futuro non molto lontano sarà l’area più redditizia del commercio. Ma cosa ha di tanto speciale? Innanzi tutto è relativamente economico, è facile da utilizzare, è conosciuto mediamente da tutti, ma soprattutto è veloce. Il commercio elettronico e l’e-business (electronic business) battono sul tempo i sistemi tradizionali (è nato un “internet time” dove 60 giorni sono un anno del tempo convenzionale). In questo modo possono offrire merci meno costose e più variegate. Da ciò che può essere, scaturisce una reazione a catena che si concretizza nella new economy di cui sopra.

L’amministrazione di Clinton ha proposto nel luglio 1997 di fare della rete una zona franca. Nel rapporto “Framework for global electronic commerce” si afferma che la rete ha  “la capacità di cambiare i paradigmi classici degli affari e dell’economia”.

Dare un giudizio in merito a tutta questa situazione è piuttosto difficile. Io credo che un mondo economicamente globalizzato non vada bene, poiché si rischia di perdere ciò che veramente cui appartiene in mezzo a conformismo e modelli precostituiti. Di conseguenza penso che si dovrebbe meditare a lungo, sulla base dei nostri principi, se sia giusto o meno intrecciare rapporti economici globali, specialmente perché si parla di commercio. Credo tuttavia che le tecnologie avanzate, le reti informatiche e tutti gli strumenti innovativi di cui si avvale siano invece molto positivi e potrebbero veramente permettere di creare un’economia innovativa che sia per tutte le persone del GLOBO!

 

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