ENERGIA DAL SOLE: un investimento per il futuro
Marta Pedacchia 07/02/2006
Un ruolo incisivo nel panorama energetico italiano potrebbe essere giocato dall’energia solare. L’idea era stata abbandonata ma non si è mai dimenticata completamente, viste le condizioni favorevoli di insolazione presenti nel nostro paese, che rendono indispensabile riconsiderare un ricorso massiccio a questa fonte energetica come una delle poche possibili risposte concrete alle condizioni sfavorevoli nel mercato dei prodotti petroliferi. Infatti con il decreto del 28 luglio 2005 viene stabilito un obiettivo nazionale di potenza nominale, fotovoltaica cumulata, da installare entro il 2015, di 300 MW. Con questo progetto proposto dai ministri delle Attività produttive,Claudio Scajola e dell’Ambiente e Difesa del Territorio, Altero Matteoli, si prova a rilanciare la sfida del Fotovoltaico, questa volta attraverso un “Conto Energia”, che consiste praticamente nell'incentivazione della produzione elettrica, e non, come in passato, dell'investimento necessario per ottenerla (spesso di difficile accesso). In questo modo, tutta l’energia prodotta con il fotovoltaico può essere immessa nella rete elettrica e il privato, proprietario dell'impianto, percepisce somme in modo continuativo, con cadenza tipicamente mensile, per i primi 20 anni di vita di questo. Vengono offerte possibilità non solo agli enti pubblici, ai privati, come le famiglie, di poter disporre di questo tipo di impianti in modo semplice ed agevolato. Le tariffe per kW/h sono definite in base alla taglia dell’impianto: per impianti di potenza da 1 a 20 KW l’incentivo è di 0,445EURO/KWh, per quelli da 20KW a 50KW di 0,460EURO/KWh e per gli altri da 50KW a 1000KW di 0,490 EURO/KWh. Così l’elevato costo dei pannelli, che si aggira intorno ai 1000 EURO all’uno che è tutto “sulle spalle” del privato,viene man mano ammortizzato nel tempo.
Vista anche la sua durata, sui 30 anni, con un decadimento della produttività negli anni piuttosto limitato, si è stimato con le dovute approssimazioni del caso, che usando tecnologie comuni, un impianto fotovoltaico sia in grado di generare approssimativamente 1150 kWh annui per ogni kWp di moduli fotovoltaici installati. Questo valore sale fino a 1500 kWh spostandosi progressivamente verso sud. Un beneficiario italiano, vista la favorevole situazione climatica dell’ambiente, rientra interamente dei costi sostenuti entro il decimo anno e guadagna altrettanto nei successivi 10 anni. Al sud la situazione migliora ulteriormente, poiché l'investimento tende a rientrare in 8 anni circa, quindi è sicuramente un buon investimento per il futuro, anche in termini di impatto ambientale; a torto è stata spesso criticata la tecnologia utilizzata per la realizzazione di questi pannelli, che sono costituiti da celle di silicio cristallino, tagliato in Asia e poi assemblato in Giappone e in Occidente; in realtà un pannello fotovoltaico restituisce in 2 o 3 anni tutta l'energia impiegata per costruirlo, dall'estrazione del primo grammo di silicio fino all'assemblaggio del pannello e dell'installazione; niente a che vedere con l’impatto ambientale provocato dalle fonti energetiche convenzionali. Per concludere, il sole che ogni istante trasmette sulla terra 1400 W/m2 di energia, è una fonte di energia gratuita, pulita e inesauribile che potrebbe essere sfruttata molto di più di quello che è oggi. In Italia come nel mondo è ora di cominciare a ragionare in termini di sviluppo sostenibile; per troppo tempo si è guardato alla necessità del momento e si sono sfruttate solo le vie più dannose per l’ambiente. Un maggiore sfruttamento dell’energia solare non è una scelta obbligata dovuta all’assenza di altre fonti energetiche, ma una validissima alternativa a quelle non rinnovabili che vengono saccheggiate tradizionalmente.
Marta Pedacchia