Personal tools
You are here: Home La Redazione Internazionale Economia Lo sviluppo sostenibile
Document Actions

Lo sviluppo sostenibile

di LUCA MÖLLER

scheminoL'idea di sviluppo sostenibile nasce e si sviluppa nell'ambito delle scienze sociali. All'interno di questo dibattito vengono toccati svariati temi, tra cui la tutela della salute e l'urbanizzazione, ma le quattro aree piu´ rilevanti, tra loro collegate, che spiegano la gran parte del fenomeno sono: quella demografica, quella relativa alla gestione delle risorse naturali, quella economica e quella relativa alle istituzioni necessarie ad affrontare il tema.

Inoltre, affinche´ sia semplificata la comprensione di questo fenomeno, e´ necessario distingure i due concetti fondamentali che vanno a costituire la definizione stessa. La sostenibilita´, proviene dalla lettura scientifica e naturalistica, si definisce infatti sostenibile la gestione di una risorsa se non si eccede nel suo sfruttamento oltre una determinata soglia. A grandi linee si puo´ dire quindi che e´ riferita alle risorse naturali rinnovabili.

Il tema dello sviluppo e´ strettamente legato alle scienze sociali e all'economia in particolare. L'utilizzo moderno del termine sviluppo infatti, include nel processo di crescita (incremento del prodotto interno lordo), una serie di categorie non strettamente economiche, quali gli aspetti sociali o la possibilita´ di accedere a un'istruzione qualificata.

A questo punto iniziamo a vedere come nasce l'idea dello sviluppo sostenibile.

Questa problematica è relativamente recente e nasce nel momento in cui ci si rende conto che lo sfruttamento delle risorse naturali da parte dell'uomo e l'impatto ambientale che le attivita´ umane hanno sull'ambiente non possono avvenire in maniera indiscriminata, ma vanno in qualche modo controllate affinche´ siano minimizzate le loro conseguenze nocive. Lo sviluppo sostenibile allora puo´ essere inteso come uno sviluppo non ciecamente appiattito sul presente, ma che valuta attentamente i suoi effetti nel lungo periodo.

A livello internazionale queste idee hanno visto riconosciuta ufficialmente la loro importanza nel 1987, nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite per l'Ambiente e lo Sviluppo (UNCED), con cui è stato pubblicato l'importante documento "Our Common Future" (o "Rapporto Brundtland", dal nome del presidente della commissione, primo ministro della Norvegia), in cui fu elaborato e precisato il concetto di sviluppo sostenibile.

L'importante  definizione che gli venne attribuita fu: "lo sviluppo e´ sostenibile se soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le possibilita´ per le generazioni future di soddisfare i propri.

In seguito ci sono stati ampliamenti e specificazioni. Vediamo percio´ come sono mutate le definizioni nel tempo, riportando in ordine cronologico le due principali, consecutive a quella del rapporto Brundtland:

  • (ONU,1992) "per sviluppo sostenibile si intende un miglioramento di qualita´ della vita, senza eccedere la capacita´ di carico degli ecosistemi alla base."

  • (ICLEI,1994) "Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunita´, senza minacciare l'operabilita´ dei sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi."

Vediamo, adesso, come sia possibile una misurazione del grado di sostenibilita´ dello sviluppo  di un determinato paese, regione, citta´ o altro aggregato di insediamenti umani stabili. Premettendo che nessuno e´, oggi, ingrado di dire, unicamente sulla base di qualche calcolo, se un paese sta attuando uno sviluppo sostenibile o meno, e che sono molti i sistemi o tecniche alternative che si sono sviluppate, individueremo due di queste, che hanno avuto maggiore fortuna. Questi sono la contabilita´ ambientale nazionale e il sistema degli indicatori.

Il primo, si preoccupa della possibile integrazione tra aspetti economici e aspetti ambientali e si fonda su quattro principali approcci o metodologie, ovvero: spese difensive ambientali (spese monetarie sostenute da un'economia in un determinato periodo per prevenire e controllare il degrado ambientale), valutazione del capitale naturale (consistenza del patrimonio naturale e sua trasformazione naturale o antropica), valutazione del deprezzamento delle risorse naturali aventi mercato (contabilita´ dalla quale risulta il patrimonio iniziale piu´ le nuove scoperte di giacimenti meno i consumi), valutazione di tutte le relazioni tra economia e ambiente.

Il secondo metodo, riguarda piu´ lo sviluppo umano in termini generali che la sostenibilita´ dello sviluppo stesso. L'HDIi, Human development index (indice di sviluppo umano), e´ calcolato annualmente dall'organizzazione delle NazioniUnite, UNDP.

L'HDI e´ attualmente costituito da quattro indicatori: aspettativa di vita, grado di istruzione degli adulti, iscrizioni a scuola dei ragazzi e il Pil pro capite. Effettivamente, nel rapporto, vengono considerati anche altri aspetti, ma finora mai inclusi nell'indice aggregato.

Forse vi chiederete perche´ nel mondo non sia ancora pienamente riuscito questo progetto. Purtroppo le minacce per la sostenibilita´ sono molte ed estremamente collegate. Senza approfondire, elencheremo alcuni dei principali problemi che ostacolano la diffusione di questo fenomeno, che possono essere ricondotti alle "quattro aree piu´ rilevanti e tra loro collegate che spiegano gran parte del fenomeno."

I problemi demografici ed economici, come si puo´ facilmente intuire, sono strettamente legati alla disparita´ fra il nord e il sud del mondo che rende meno stabili le prospettive sia per i paesi ricchi che non, in quanto sono: capacita´ di carico e dinamiche demografiche, Pil, equita´(infragenerazionale e intergenerazionale), migrazioni e molti altri.

Il problema delle risorse naturali e dell' ambiente ha acquisito, nell' ultimo decennio, un ruolo predominante. Complicazioni legate all'ambiente e alle risorse naturali sono: inquinamento locale e globale, settore agricolo, attivita´ industriale,settore energetico, settore dei trasporti e altri ancora. A livello di istituzioni, notiamo come esse non sono responsabili politicamente e presentano enormi difficolta´ di funzionamento, specialmente nel far rispettare gli obblighi contratti mediante accordi. Inoltre si verificano problemi al momento di trattativa tra paesi, come le asimmetrie informative (es. affermare progetti in attuazione a breve scadenza, quando non e´ vero) o i comportamenti opportunistici legati a interessi economici, politici, amministrativi.

E´ ormai giunto il tempo di comprendere che la complessita´ del tema, richiede soluzioni nuove, indispensabili, data l'evidente limitatezza e difficolta´ che gli schemi tradizionali hanno mostrato.

Un elemento fondamentale, necessario per l'imbocco della giusta strada, risiede nella relazione tra atteggiamenti di ottimismo e pragmatismo.

« February 2012 »
Su Mo Tu We Th Fr Sa
1234
567891011
12131415161718
19202122232425
26272829
 

Powered by Plone