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Profitto ed innovazione sostenibile: insieme si può!

All’ALTIS (Università Cattolica di Milano) un concorso per incentivare le industrie emergenti che uniscano i vantaggi economici a quelli socialmente utili.

         

-Parla una nuova lingua il concorso tenutosi all’ ALTIS, quello dello sviluppo sostenibile.  Alcune “troupe imprenditoriali” sono state selezionate per concorrere all’iniziativa indetta da importanti  facoltà di economia internazionali (Haas School of Business, Columbia Business School, London Business School, Indian School of Business e Yale School of Management),  con lo scopo di facilitare lGSVCa nascita e\o lo sviluppo di imprese a forte rilevanza sociale. La tappa italiana organizzata dall’Alta Scuola Impresa ed Industria di Milano, ha visto partecipare al concorso sette piani industriali, adeguatamente scelti in base alla loro utilità e praticità, che si sono fronteggiati per accaparrarsi la possibilità di entrare a far parte del gruppo di finalisti internazionali. GSVC, acronimo di Global Social Venture Competition , è un concorso la cui operazione si è già dimostrata vincente: nelle precedenti edizioni è capitato, infatti, che progetti particolarmente interessanti abbiano trovato un Handcoraggioso imprenditore che li ha trasformati da sogno in realtà. I finalisti, selezionati da 18 progetti iniziali, devono avere all’interno della propria troupe almeno un partecipante che frequenta, o ha frequentato, l’ALTIS. I  primi due premiati riceveranno anche un premio in denaro, mentre tutte le imprese sul podio avranno la possibilità di far frequentare a uno dei membri dell’azienda un master all’Università Cattolica.

 Ma ora entriamo nel dettaglio,  chi è riuscito a strappare un biglietto per la tappa europea? Con pezzi d’arredo creati recuperando vecchie tecniche artigianali e dando mestiere a giovani con difficoltà di inserimento, la comasca Contrada degli artigiani ha ricevuto più consensi di tutti vincendo il concorso. E’ andata bene anche al gruppo della Idrogen di Desio (Milano, progetta generatori di idrogeno per aiutare le famiglie a tagliare i costi della bolletta) ,con  «Una casa che funziona a idrogeno», un progetto per estrarre idrogeno dall’acqua e usarlo come fonte energetica a basso costo per le abitazioni, che si è assicurato il secondo posto. L’ultimo gradino del podio è andato invece alla Telemedicina per la cooperazione,  che mira a fornire sistemi innovativi per la diagnosi a distanza a favore di Paesi in via di sviluppo («Medici a distanza per il Terzo Mondo»). Ma non è tutto qui, infatti, tra gli “outsider”,  c’è chi crea programmi di microcredito e chi si dedica alla produzione di energia da biomasse o chi stampa una free press italo-araba per gli immigrati di Milano; come vedete il connubio tra utilità sociale, innovazione tecnologica e profitto è la parola d’ordine delle aziende impegnate che sono tutte rigorosamente made in  italy.  Conciliare il pratico al sostenibile è possibile, con un po’ di coraggio ed ambizione un futuro migliore è possibile,  avanti con la “Ricerca”.

Riccardo Mecarone

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