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Cittadinanza Attiva E Sviluppo Sostenibile

La formazione culturale come risorsa dello sviluppo sostenibile

La Costituzione italiana, entrata in vigore sessanta anni fa, rappresenta una delle carte Costituzionali migliori al mondo; sancisce principi che rappresentano una base solida per una società a stampo democratico, principi che conferiscono al testo stesso importanza e grandezza: libertà, uguaglianza, giustizia, pace e progresso sociale costituiscono lo scheletro della società democratica italiana, la linfa vitale del nostro paese. L’acquisizione di tali principi è fondamentale nei giovani per la formazione del futuro cittadino, a partire dai  banchi di scuola, attraverso la pratica della democrazia all’interno del proprio istituto; l’educazione alla cittadinanza è un processo che deve portare alla costruzione di una personalità in cui siano ben radicate le convinzioni, i principi dello Stato e della Carta che lo regola e lo definisce, quanto di un atteggiamento critico, interessato e partecipato. La scuola che forma il cittadino è una scuola aperta, attenta alle novità culturali, che dà al ragazzo gli strumenti e le abilità che potrà esercitare in qualità di competenze nella realtà di cui fa parte. In verità, oggi, non siamo più semplici  cittadini italiani, ma cittadini d’Europa,  che condividono una società sempre più simile, fatta degli stessi valori di libertà, uguaglianza, parità di diritti, ampie possibilità di studio e lavoro. Il contesto a cui fare riferimento è molto più ampio del circoscritto territorio italiano: compito della scuola stessa trasformare una educazione civica tradizionale in un’azione sociale concreta, accompagnando gli studenti attraverso le diverse e graduali tappe di integrazione europea. La formazione non si esaurisce con la scuola e con i corsi di studio. La formazione permanente è una necessità sempre più stringente per accompagnare la crescita professionale e migliorare la qualità del lavoro; è una leva strategica di innovazione e di competitività dell’Unione Europea. In particolare, l’orientamento alla formazione che caratterizza l’approccio comunitario è volto all’apprendimento, a sviluppare forme di interazione e condivisione delle esperienze, piuttosto che alla definizione di modelli educativi in senso tradizionale, al fine di poterle applicare per contribuire in senso positivo alla società.
La cittadinanza attiva è, infatti, fondamentale per il nostro Stato all’interno del contesto europeo: il principio del progresso sociale sotteso dalla Carta Costituzionale  è realizzabile solo attraverso il contributo e la collaborazione di tutti i cittadini. Il progresso di cui parla la Costituzione è direttamente riscontrabile nello sviluppo sostenibile promosso dall’Unione Europea già a partire dal 1998 attraverso il protocollo di Kyoto.

eulero.jpgPer sviluppo sostenibile si intende la necessità di soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza precludere a quelle future la possibilità di soddisfare i loro. Lo sviluppo sostenibile si basa sui principi di democrazia, parità di genere, solidarietà e sullo stesso rispetto dei diritti fondamentali; volto al miglioramento delle qualità della vita e del benessere sul nostro pianeta, promuove un’economia dinamica, caratterizzata da un livello alto di istruzione, protezione della salute, coesione sociale, tutela dell’ambiente nel rispetto delle diversità culturali. In particolare la tutela dell’ambiente punta a rompere quel legame che intercorre tra sviluppo e degrado ambientale al fine di creare un’economia prospera, innovativa, ricca di conoscenze e competitiva.

Il principio guida di una tale politica è rappresentato dalla promozione e dalla protezione dei diritti fondamentali, ponendo al centro gli esseri umani e puntando all’eliminazione dell’emarginazione sociale. Tutto questo sarà possibile solo garantendo l’esistenza di una società aperta e democratica e rafforzando la partecipazione attiva.

Informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sviluppo sostenibile è fondamentale, rendendo i cittadini consapevoli della loro influenza sull’ambiente e fornendo loro una panoramica di quali siano i vari modi in cui si possano operare scelte sostenibili.

La Strategia Europea per lo Sviluppo Sostenibile affronta i principali temi in materia di ambiente ed entra nel merito dei molti ambiti di intervento della politica ambientale (acqua, rifiuti, energia, emissioni, difesa del suolo, ecc.).
La politica ambientale europea sottolinea l’importanza della conformità dei comportamenti istituzionali e sociali alla normativa ambientale e agli standard europei e in questo procede  dando incentivi a chi cerca di rivedere i propri comportamenti o sanzioni a chi evade le regole.
L’affermazione del principio della sostenibilità richiama alla necessità di guardare a quella ambientale non come ad una politica di settore ma a una politica che promuove le partecipazione nella definizione dei problemi e nell’azione, soprattutto a livello territoriale. A tal fine è indispensabile favorire occasioni di interazione e di apprendimento tra soggetti pubblici e operatori privati, assieme con iniziative di coinvolgimento effettivo e di rafforzamento delle forme di cittadinanza attiva.
Il raggiungimento di un equilibrio tra dimensione ambientale, sociale, economica, nello sviluppo (principio di sostenibilità o di precauzione) pone il problema del “domani”, cioè degli effetti -voluti e non- delle azioni, dei comportamenti, delle politiche di intervento correnti: la pianificazione diventa, così, un’attività e una responsabilità sociale.

In tal senso è bene ricordare la strategia del Consiglio Europeo del 2006 per lo sviluppo sostenibile, che risulta, tra l’altro, complementare alla Strategia di Lisbona.

La prima stabilisce maggiormente quale sia il ruolo dello sviluppo economico nel favorire la transizione verso una società più sostenibile; la seconda privilegia soprattutto le azioni volte ad accrescere l’economia e la competitività favorendo la creazione di posti di lavoro.

Entrambe sottolinenano la necessità che gli obiettivi economici, sociali e ambientali, rafforzandosi l’un l’altro, evolvano all’unisono; mirano a sostenere i cambiamenti opportuni all’interno degli stati membri affinché le loro economie possano far fronte alla globalizzazione, creando uguali condizioni e garantendo così l’equità sociale e un ambiente sano.

Tiziana Materazzini

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