Raccolta differenziata
Stella Marchino
RACCOGLIAMO!…i “frutti” saranno per noi!
Quando si parla di raccolta di funghi, fragole, e cose del genere si pensa a qualcosa di positivo mentre nella raccolta dei rifiuti la gente fa finta di non capire come se fosse una cosa brutta. Anzi se vi si aggiunge “differenziata” sembra razzismo e disuguaglianza. Certo ormai che siamo abituati alla “tecnica dell’usa e getta” può sembrare scomodo dividere i rifiuti ma in fondo si fanno tante cose per il nostro bene che non ci piacciono! A parere mio la gente non ha capito bene di cosa si tratta, anche se è molto semplice. Per raccolta differenziata s’intende il separare i rifiuti non riciclabili da quelli riciclabili. Questi ultimi vanno poi ulteriormente divisi in secchi differenziati a seconda del materiale. Le categorie sono circa queste: vetro, plastica, carta, ferro, umido, verde, pile, farmaci scaduti, alluminio, materiali ingombranti(come elettrodomestici), macchine elettroniche(es. cellulari), vestiti e stoffa varia…se ne potrebbero aggiungere mille altri considerata la quantità d’oggetti prodotta al giorno d’oggi e quella buttata. Noi dobbiamo imparare a fare ciò singolarmente nelle nostre case. Poi infatti ci sono gli appositi punti di raccolta che vengono regolarmente svuotati. I rifiuti vengono quindi portati nelle fabbriche dove con opportune tecniche ogni materiale prende nuova vita. Trascurando ciò, che si può definire un rimedio a questo problema, bisogna fare un passo indietro. Che cosa ci ha portato a produrre quest’enorme quantità di rifiuti? La risposta è in una parola: il consumismo. Le multinazionali producono e producono…rifiuti! Un pacco di merendine può avere fino a tre tipi di imballaggi: sacchetto di carta plastificata, scatola di cartone e poi ogni merendina è incartata singolarmente con alluminio; poi le sorpresine dentro(di plastica) come se non bastasse! Compriamo queste cose che incidono sul prezzo del prodotto e che inoltre va a finire nei nostri secchi. Inoltre questi produttori non scenderebbero mai a compromessi ecologici: ad esempio una ditta produttrice di acqua non accetterebbe mai di imbottigliare nel vetro, più facilmente reinseribile nel riciclo. Questo, perché se noi andiamo al supermercato, sicuramente ci resta più facile tornare a casa con una cassa d’acqua di plastica piuttosto che del vetro. Quindi il problema sta anche in noi consumatori, che male ci sarebbe ad usare la tecnica del vuoto a rendere? Io non lo so, ma il male c’è a non farlo. La cosa più interessante di questa situazione è che la gente non ha capito che oltre al vantaggio ecologico c’è quello economico. Bisogna inoltre pensare che la legge prevede nel tempo il passaggio dalla tassa alla tariffa sui rifiuti solidi urbani, cioè pagheremo quanto elimineremo. Ma quando mai riusciremo ad arrivarvi se non siamo nemmeno capaci di buttare cartacce nel secchio della raccolta mista! L’Italia da questo punto di vista non è per nulla virtuosa, i secchi sono stati talmente integrati con l’ambiente che non si vedono più, cioè non si trovano…il risultato è che le nostre città sono piene di rifiuti che poi andranno ad inquinare laghi, fiumi e mari. Negli altri paesi europei(Svizzera ad esempio) buttare qualcosa in terra è un reato grave. Lì infatti c’è un meccanismo sanzionatorio molto rigido. In Italia tuttavia il decreto Ronchi ci dà un quadro generale riguardo la gestione dei rifiuti solidi urbani dandone l’autonomia ad ogni regione. Poichè questo è un problema molto rilevante nell’ambito dello sviluppo sostenibile noi nel piccolo abbiamo deciso di promuovere e realizzare un progetto di raccolta differenziata nella scuola ma stiamo tuttavia trovando molte difficoltà. Se quindi la gente sarà ben informata e sensibilizzata i risultati saranno concreti, quindi bisognerà insistervi. Ognuno di noi deve cominciare ad adottare questo stile di vita, andando contro quest’irrazionale impostazione del sistema mondiale. Si passerà da raccolta differenziata dei rifiuti alla raccolta dei frutti di benessere del nostro pianeta.