Il Terrorismo nel 2006
Stella Marchino
Ormai da qualche anno a questa parte è in atto nel mondo un fenomeno molto strano che spaventa un po’ tutti: il terrorismo. Colpisce dove fa più male e non dà la possibilità di difesa. Qualcuno afferma che siamo in una terza guerra mondiale. Anche io sono un po’ di questo parere. Nei giorni nostri un combattimento durerebbe pochi minuti: sono state elaborate armi così potenti che una città intera potrebbe essere completamente rasa al suolo. La guerra terroristica è più sottile. Una guerra in genere colpisce principalmente i soldati, mentre queste azioni sono rivolte ai civili, più che ad ucciderli, a seminare il panico, creare scompiglio.
Sicuramente questo processo oggi sta toccando il culmine ma anche in passato è stato un fenomeno molto rilevante. I terribili mongoli, capeggiati da Gengis Kan distruggevano tutto ciò che incontravano sulla loro strada. Durante la II guerra mondiale, prima i tedeschi nei confronti di Spagna e Inghilterra e in seguito gli americani cominciarono i primi bombardamenti “a tappeto”. Ma tuttavia, questo è un terrorismo diverso da quello oggi comunemente inteso. Oggi questa parola ci porta alla mente: da una parte terrorismo basco, brigate rosse e dall’altra, soprattutto, islamismo.
Per capire bene cosa questo processo è diventato, bisogna prima capire chi sono i terroristi?
Non sono necessariamente militari, sono ribelli, loro stessi affermano d’essere “resistenti” o “rivoluzionari”. La loro cieca fede nel credere che quello che stanno facendo sia giusto, li porta a passare sopra al comune sentire morale. Essi non si preoccupano chi e che cosa calpestare per arrivare all’obiettivo.
In passato tutto ciò non sarebbe diventato un problema di così grande portata, ma cosa può creare in un mondo globalizzato come il nostro? Terrore generale appunto! I mass media velocissimi, che noi tanto amiamo, sono diventati canali su cui corre la paura. I messaggi(veri o falsi che siano!) che escono dall’emittente araba Al Jazeera mettono in ginocchio anche i potenti Stati Uniti, memori dell’11 settembre 2001.
Chiaramente se parliamo di terrorismo in questi termini, il fondamentalismo islamico gioca sicuramente il ruolo primario. Nelle sue molte facciate che noi generalizzando chiamiamo “atti kamikaze”, questo tipo di terrorismo si fonda su una fede religiosa molto profonda. Coloro che si fanno esplodere in luoghi affollati, sono “shaid” e in altre parole “martiri”. Gli shaid vogliono uccidere infedele e raggiungere così il paradiso. A noi sembra pazzia suicidarsi così, uccidendo inoltre innocenti ma molti episodi nella storia del cristianesimo non distano molto da quest’ottica.
“Al Qaeda” è la più grande ed “efficiente” organizzazione che ha permesso al fondamentalismo islamico di affermarsi ed espandersi. Il loro capo, Osama Bin Laden, colui che è ritenuto dalla maggior parte della gente responsabile dell’attacco alle Torri Gemelle in cui questo spiazzante processo si è fatto maggiormente sentire. Si dice che Al Qaeda abbia dei veri campi di addestramento, canali e contatti nei posti più insospettabili: per questo motivo molto gente ne è letteralmente terrorizzata.
Gli shaid in ogni modo non rivendicano apertamente nulla, il loro maggiore obiettivo è uccidere l’infedele. L’infedele è incarnato dal mondo occidentale, perché capitalista, consumista, sfruttatore e di altra religione. Non è una questione di soldi che c’è sotto, come molti pensano, bensì un’esasperata fede.
Come ho detto è questo un fenomeno in via di espansione: già da qualche anno a questa parte si è purtroppo negativamente inserito nella guerra israelo-palestinese. Ora non ci sono più solo intifada, ma palestinesi resistenti che si distaccano da Al Qaeda proclamandosi “partigiani”, con la piccola diversità che uccidono civili. Tutto ciò di cui sto parlando fino ad ora si sta via via concretizzando. Solo pochi giorni fa il gruppo Hamas è andato al potere alle elezioni della Palestina. In Iran invece il presidente Mamhoud Ahmadinejad ha affermato che non c’è stata nessuna shoa e nessun olocausto, attaccando così Israele. Vorrei dire che ciò è il risultato delle politiche di Italia, Inghilterra e Stati Uniti che pretendono di esportare la democrazia, quando le masse malcontente sono di tutt’altro orientamento.
In sostanza cosa è il terrorismo nel 2006?
E’ la guerra degli islamici verso gli occidentali. La nostra vita, fitta di benessere, viene scardinata dalla paura.
Personalmente credo che la terza guerra mondiale abbia causato fin troppe vittime e come ogni guerra dovrebbe cessare. Ma come può finire se siamo noi stessi ad acuirla. La paura che si è diffusa è generale, ma soprattutto irrazionale e falsa. Noi società avanzata dovremmo essere in grado di superare il terrore e soprattutto il pregiudizio e portare la situazione sul pacifico. E’ necessario instaurare un dialogo con i terroristi, invece di dare giudizi sulla loro etica. In conclusione posso dire che in passato non è stato così rilevante, mentre al giorno d’oggi è uno dei più grandi problemi globali. Allora bisognerebbe assumerci la nostra parte di colpa e cercare di rimediare: quando c’è una guerra si è sempre in due a farla!