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La Bioetica : il punto di vista della Chiesa

 

La bioetica è lo studio sull’eticità e sulla moralità delle scoperte derivate dal progresso scientifico e tecnologico in campo medico e biologico. Va ricordato che comunque la bioetica è a tutela della salute bioetica.jpgdell’individuo e della società.

Per quanto riguarda il tema della vita prenatale, e quindi tutti gli aspetti correlati come l’aborto, la procreazione assistita e l’impiego di cellule staminali embrionali nella ricerca, il quibus della situazione è stabilire se un ovocita fecondato e, in seguito, un embrione possono essere considerati esseri umani.

La Chiesa per attribuire il valore di individuo ad un embrione ha adottato diversi criteri, confutando le posizioni antitetiche.

Prendiamo in considerazioni i criteri estrinseci: fattori esterni all’embrione gli conferiscono o meno la dignità di persona, un essere umano è tale solo in relazione ai suoi simili. Secondo la posizione laica un embrione non desiderato o concepito in seguito ad una violenza sessuale non è da considerare persona poiché non è frutto dell’intenzione di far nascere un bambino. Questa considerazione viene completamente smontata dalla chiesa che porta il discorso alle estreme conseguenze, arrivando a dimostrare come secondo questa teoria un uomo non potrebbe essere considerato uomo se sua madre non lo ritenesse tale. Lo stesso ragionamento viene applicato per confutare la posizione di coloro che rimettono il giudizio nelle mani della legge dello stato, di chi sostiene cioè che l’embrione diventa un individuo pienamente umano solo se è riconosciuto come tale dalla legge. A parere della Chiesa questi fattori sono sostanzialmente convenzionali e arbitrari, non possono rappresentare per noi nessuna sicurezza.

Analogamente avviene per i criteri di giudizio intrinseci, cioè quelli che si riferiscono alle caratteristiche proprie che l’embrione acquisisce durante lo sviluppo. Principalmente l’attenzione viene focalizzata sul concetto di individualità. La Chiesa afferma che ogni embrione è unico e unitario e non si deve ridurre la questione in termini di indivisibilità. Infatti ,a chi sostiene che prelevando artificialmente nei primi otto giorni dal concepimento le cellule embrionali queste sono in grado di riprodurre un altro individuo, dato che sono cellule totipotenti; a chi evidenzia come in alcuni casi l’ embrione si sviluppi in due individui, è il caso dei gemelli monozigoti e pertanto esso non può essere stimato come  persona finché non si ha la certezza che non possa originare più di un individuo, risponde che la possibilità che questi eventi accadano mette in evidenza come il destino di ognuno di noi sia già segnato a partire dal momento del concepimento e che l’individualità dell’embrione sin dalle prime fasi del suo sviluppo è documentata da dati scientifici.

Altre correnti di pensiero, che abbracciano le argomentazioni di Aristotele e S. Tommaso, sono quelle legate all’animazione ritardata. Esse hanno permesso a qualcuno di sostenere che ciò che distingue l’uomo dagli altri animali è la ragione quindi un embrione non è uomo in quanto non ha ancora un cervello adeguato. La posizione antitetica ,quella della Chiesa, afferma invece che lo sviluppo celebrale nasce da una successione di avvenimenti che partono proprio dalla fusione dei gameti e sottolinea come Aristotele e S. Tommaso non avessero le conoscenze adeguate per poter analizzare correttamente la questione.

In accordo con essa è la teoria sostanzialista che in pratica ci dice come la persona non si possa ridurre alle semplici capacità di attuare certi comportamenti. Un embrione è da considerarsi essere umano a partire dalla fecondazione, in base alle sue potenzialità di essere umano. I primi stadi della vita umana nono sono da considerarsi un semplice ammasso di cellule perchè quell’embrione andrà incontro ad uno sviluppo coordinato e continuo.

Per quello che riguarda le cellule staminali la chiesa afferma che asportare le cellule totipotenti da un embrione lede irreparabilmente il suo sviluppo quindi è immorale ed illecito,  sostiene che l’utilizzo delle cellule per un buon fine quali grandi aspettative in campo terapeutico, non giustifica l’uso di mezzi illegittimi e  promuove la ricerca sulle cellule staminali adulte.Per questo  si richiama a  recenti studi secondo cui le cellule presenti nel midollo osseo, nel cervello, nel mesenchima di vari organi e nel sangue del cordone ombelicale sono capaci di dare origine a più tipi di cellule, in maggioranza ematiche, muscolari e nervose sostenendo che anche se esse non hanno la stessa potenzialità delle cellule embrionali,  la ricerca procede lo stesso.

In conclusione secondo quanto sopra é evidente che per la Chiesa è importante non distruggere un embrione in quanto ciò significa impedire la nascita di un essere umano. Inoltre nel caso in cui ci si trovi di fronte a casi con una coscienza dubbia, bisogna comunque rispettare l’embrione come se fosse una persona per non rischiare di commettere un omicidio. Quindi è importante chiedere un riconoscimento giuridico dell’embrione come individuo e una tutela di esso in quanto rappresentante di una categoria debole e indifesa.

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