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Un futuro al femminile

di Alexandra Puddu

burkaAnche se nel ventunesimo secolo, sono molti i problemi che ancora affliggono il mondo, dalla città più grande  al paese più sperduto, alcuni di questi sono nati agli albori della storia ed ancora oggi continuano senza soluzione.
Vittima di una di queste continue ingiustizie è senza dubbio la figura femminile che ha quasi sempre avuto un ruolo secondario e marginale all’interno della società.
La donna ha dovuto affrontare, e ancora affronta, numerosi problemi sia nel mondo del lavoro che nella vita di tutti i giorni.
Ciò è sicuramente meno accentuato nel mondo occidentale dove il percorso del’emancipazione femminile, che ha interessato quasi tutto il novecento, ha ormai dato alla donna i diritti e le libertà che le spettano in qualsiasi paese democratico.
In Italia le donne hanno ottenuto tutti i loro diritti di cittadine a partire dal 1948 quando ogni libero italiano si è dovuto recare alle urne per partecipare al primo referendum e scegliere tra monarchia e repubblica.
Questo evento infatti ha ufficialmente segnato l’ingresso della donna nel panorama giuridico, politico e civile italiano.
Si può dire quindi che la realtà  di oggi è frutto di eventi che hanno rivoluzionato il paese e permettono alle donne,come al sesso maschile, di condurre la vita svolgendo le abitudini che noi tutti abbiamo acquisito.
Tutto ciò non è invece abituale in alcuni paesi, prevalentemente orientali, in cui l’emancipazione femminile è ancora bloccata o addirittura impedita da governi o credenze radicate  da millenni nella società.
Questo fenomeno, che io ritengo spiacevole, è basato su un integralismo che questi paesi sembrano non voler abbandonare, credendolo positivo per la società.
Molte  donne orientali, abituate ormai a certe condizioni di sottomissione, guardano spesso con stupore e sospetto le libertà occidentali che sono estranee alla loro cultura e viste come pericolose per la reputazione femminile.
Fatto sta che in molti paesi, tra i primi l'Afghanistan, l'Iran e l'Iraq, la donna è esclusa dal percorso scolastico essendo considerata non in grado,come l’uomo, di conseguire un’ istruzione adeguata, spesso deve sopportare la circoncisione degli organi genitali, durante il periodo infantile, per rispettare credenze che la vedono alternativamente impura. e, a differenza di quella occidentale,vive la sua vita matrimoniale nella poligamia, situazione del tutto vantaggiosa al sesso maschile.
Ciò non è infatti permesso al sesso femminile che, se accusato di tradimento nei confronti del marito, viene arrestato o nel peggiore dei casi ucciso (molti sono i casi di lapidazione che la cronaca rimanda attraverso la televisione).
E' una realtà questa sicuramente da cambiare per migliorare il mondo e rendere la vita di miglioni di povere donne più giusta.
All’interno del panorama africano la situazione è più o meno la stessa, ma molti sono i paesi avanti nel processo di emancipazione della donna, tra essi troviamo:Tunisia, Marocco, Algeria, Libia e Senegal.
In questi stati la condizione femminile è in evoluzione, ma le cose procedono a rilento e molte donne sono tutti i giorni vittime di ingiustizie e abusi.
Credere nelle capacità femminili è sicuramente una delle chiavi vincenti per un progresso positivo in ogni campo.
Una testimonianza di ciò viene data dal fenomeno del microcredito, geniale invenzione dall’economista del Bangladesh Muhammad Yunus, in cui la donne sono emergenti.
Il microcredito consiste nell’erogazione, soprattutto nei paesi più poveri, di piccole somme di denaro che consentano a chiunque di avviare un’attività imprenditoriale, procurandosi i mezzi necessari, che altrimenti non potrebbero permettersi di acquistare.
In tutto ciò il tasso di interesse applicato è alto ma, al contrario di quanto si possa pensare, non produce molti disagi ai neoimprenditori.
Perché queste erogazioni vadano a finanziare un vero sviluppo ne va fatto però un uso responsabile.
La Grameen Bank, responsabile della distribuzione del suddetto denaro, ha infatti accertato che le donne, per quanto riguarda queste questioni finanziarie, sono molto più affidabili i precise.
Forse perché spinte dalla volontà di riuscire a portare avanti la famiglia o semplicemente per il desiderio di contare qualcosa di più, si da il caso che le imprese preferiscono un prestito al femminile.
Questo come molti altri sono un esempio di come il futuro della società mondiale, non solo dipenda dalla collaborazione paritaria tra i sessi, ma che un avvenire più “rosa” è sicuramente meno “scuro”.
E ciò vale per ogni cultura, stato o religione..

 
                                                                                                               Alexandra Puddu
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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