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Il Rwanda

Il paese delle mille colline e dell'eterna primavera


Il Rwanda è un paese grande quanto la Sicilia nella Regione dei Grandi Laghi in Africa centro orientale, e confina con Congo, Uganda, Tanzania, Burundi. E' chiamato "il paese delle mille colline", ma le colline sono sicuramente di più, tutte verdi e coltivate a tè, caffè, banane, sorgo e mais, tuberi...

Il clima è mite, grazie all'altitudine elevata è difficile superare i 28 gradi: un'eterna primavera, rotta da rapidi quanto impetuosi acquazzoni nelle due stagioni delle pioggie.

 

Con i suoi dieci milioni di abitanti è il paese a maggior densità di popolazione del continente: la fertilità del terreno (c'è anche una regione vulcanica) e l'abbondanza di acqua hanno attirato in Rwanda diverse ondate migratorie negli ultimi mille anni. Nonostante questo, non si può parlare di diverse etnie nel paese: la quasi totalità degli abitanti condivide la religione cristiana, per lo più cattolica, e tutti parlano la stessa lingua Kinyarwanda, una lingua del gruppo Bantu. Curiosamente il Kinyarwanda è la lingua più parlata del continente, se si escludono le lingue franche come lo Swahili. In effetti le divisioni in Twa, gli autoctoni pigmei , Hutu, un gruppo Bantu che ha portato l'agricoltura e il ferro 1000 o 2000 anni prima di Cristo, e Tutsi, pastori nomadi arrivati dalle regioni nilotiche a partire dal 1200 d.C., sono da secoli ormai sfumate a tal punto che gli antropologi parlano di gruppi sociali piuttosto che di etnie. Ma è proprio il divisionismo introdotto dai colonizzatori belgi all'inizio del XX secolo che si trova alla radice dei drammatici eventi del 1994, che hanno reso tritemente noto questo piccolo paese.

Dai titoli di testa del film "Accadde in Aprile"

Per secoli in Rwanda Hutu, Tutsi e Twa hanno condiviso cultura, lingua e religione.

Nel 1916 il controllo del Rwanda passò dalla Germania al Belgio, che vi instaurò un rigido sistema coloniale di divisione e sfruttamento razziale. Ponendo i Tutsi al di sopra degli Hutu, crearono un forte risentimento tra la maggioranza Hutu.

Nel 1959 il Belgio passò il controllo alla maggioranza Hutu. L'indipendenza portò decenni di segregazione e massacro istituzionalizzato dei Tutsi. A centinaia di migliaia di Tutsi e Hutu moderati toccò l'esilio.

Nel 1988 alcuni di questi rifugiati formarono un movimento ribelle, il Fronte Patriottico del Rwanda (FPR), per rivendicare la propria terra. Nel 1990, dalla sua sede in Uganda, l'FPR lanciò la sua offensiva contro il regime Hutu, bloccata con il supporto militare di Francia e Belgio.

Un ciclo mortale di guerra e di massacri continuò fino al 1993, quando l'ONU trattò un accordo per la divisione del potere tra le parti. Per proteggere il loro potere, gli estremisti Hutu si opposero all'attuazione dell'accordo e organizzarono uno dei più terribili genocidi della storia.

L'analisi delle cause del genocidio del '94 e della storia di come il nord del mondo lo ha affrontato sono essenziali per capire questo paese e i suoi giovani, che oggi si trovano a ricostruire, prima ancora che il proprio futuro, il proprio senso di identità.

Risorse bibliografiche per l'approfondimento (scarica pdf)

 

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